Dopo una parentesi climatica dai connotati pienamente invernali, il quadro meteorologico sull’Italia si appresta a mutare in maniera significativa, con l’ingresso di masse d’aria più miti di origine atlantica e il conseguente addio, almeno per qualche giorno, alle gelate e alle brinate che negli ultimi giorni hanno interessato con insistenza il Nord e parte del Centro Italia. Si è trattato di un episodio di raffreddamento notturno particolarmente incisivo per il periodo: in numerose località di pianura, anche in aree urbanizzate, si sono registrati valori minimi ampiamente negativi, spesso compresi tra -1 °C e -4 °C, con punte fino a -6 °C nelle conche interne e nelle campagne più esposte alla dispersione termica.
Le condizioni atmosferiche che hanno favorito il raffreddamento sono state ideali: cieli sereni o poco nuvolosi, ventilazione settentrionale residua (specie per effetto della Bora sulle regioni adriatiche), umidità relativa piuttosto contenuta e, soprattutto, una forte inversione termica nelle ore notturne. Questo insieme di fattori ha determinato un raffreddamento radiativo molto efficace, tale da innescare estese brinate mattutine, con formazione di ghiaccio al suolo, cristallizzazione dell’umidità su superfici esposte e un generale rischio di scivolosità sulle strade, specialmente nei pressi dei corsi d’acqua e nelle aree di aperta campagna.
Tuttavia, a partire dal weekend, e in maniera più netta tra domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre, lo scenario si appresta a cambiare radicalmente. con l’attenuazione del flusso da nord-est e l’approssimarsi di una perturbazione atlantica determineranno un progressivo rimescolamento della massa d’aria, con l’ingresso di correnti più umide e temperate, accompagnate da un incremento della copertura nuvolosa. Le nubi agiranno da isolante termico durante la notte, limitando la dispersione del calore accumulato nelle ore diurne e determinando così un generale aumento delle temperature minime. Già da domenica si prevede che i valori notturni si mantengano al di sopra dello zero su gran parte della Val Padana e delle regioni centrali interne, con minime comprese tra +2 °C e +6 °C, salvo ancora isolate e deboli gelate nelle conche montane più fredde e riparate.
Il nuovo assetto atmosferico segnerà l’inizio di una fase più propriamente autunnale: il gelo sarà solo un ricordo nelle aree pianeggianti, mentre in montagna le condizioni potranno ancora risultare marginalmente favorevoli alla formazione di brinate notturne, specie nei fondovalle più chiusi e nelle zone d’ombra. Le temperature diurne, per contro, non subiranno variazioni significative, rimanendo in media o leggermente al di sotto, ma con una sensazione termica complessivamente più mite, grazie all’attenuazione delle escursioni termiche.
Nel medio termine, le condizioni saranno caratterizzate da una maggiore instabilità: il passaggio di sistemi perturbati atlantici porterà nuvolosità diffusa, possibilità di piogge sparse e un generale incremento dell’umidità relativa, soprattutto sulle regioni del Nord e del versante tirrenico. Questo cambiamento, sebbene meno suggestivo dal punto di vista fotografico rispetto ai paesaggi brinati degli ultimi giorni, segna un ritorno a una configurazione più consona alla stagione autunnale, con i consueti contrasti termici tra masse d’aria oceaniche e residui nuclei freddi continentali.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
