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Sanità, Liste d’attesa con gravissimi ritardi al Sud: Ecco le Regioni Peggiori e la Migliore

Dati shock dalla Piattaforma Agenas: 702 giorni per colonscopia in Puglia, 861 per ecocolordoppler a Teramo. Al Nord tempi accettabili: Veneto con alert minimi sotto il 4%.

Emergono dati allarmanti dalla Piattaforma nazionale liste d’attesa, attivata presso Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Si tratta di una centrale di controllo dei tempi di attesa, alimentata dal flusso dei dati delle Regioni in arrivo dal Cup, il Centro Unico Prenotazione. I primi numeri relativi alle prestazioni del 2025, anticipati dal Sole 24 Ore, fotografano una situazione drammatica soprattutto al Sud, con alcune realtà che superano ogni limite immaginabile.

Dai dati emerge una netta spaccatura nel nostro Paese: un Nord con performance mediamente migliori e un Sud che invece arranca sotto il peso di liste d’attesa insostenibili. Fino ad alcuni casi-limite che stanno allarmando il ministero della Salute: per un ecocolordoppler alla carotide all’Asl di Teramo, ad esempio, ci vogliono 861 giorni. Un periodo di circa due anni e mezzo a fronte di un limite di legge che, per quanto riguarda le prestazioni programmabili, non dovrebbe superare i 4 mesi.

I principali alert della Piattaforma nazionale liste d’attesa riguardano due Regioni in particolare: Puglia e Abruzzo. In Puglia emergono criticità gravissime anche per fare una colonscopia. Per questo tipo di esame presso l’Asl Barletta-Andria-Trani, un paziente deve attendere mediamente 702 giorni, quasi due anni. La gravità della situazione viene ulteriormente dimostrata da un altro dato emerso dalla Piattaforma: quando il medico richiede una prestazione con priorità breve a dieci giorni, il tempo effettivo di attesa nella medesima struttura scende a “soli” 235 giorni.

Per quanto riguarda le visite ortopediche in Puglia, le attese oscillano tra i 310 e i 325 giorni. Al Policlinico di Bari servono 236 giorni per una colonscopia e 195 giorni per una visita cardiologica. Numeri che rendono di fatto impossibile per molti cittadini accedere tempestivamente alle cure necessarie, costringendoli a rivolgersi al privato quando possibile o a rinunciare del tutto alle prestazioni.

In Abruzzo gli alert sono al livello massimo per 4 prestazioni: la colonscopia ha un indice di criticità del 68%, la gastroscopia del 55%, la prima visita dermatologica del 56% e la Tc (Tomografia computerizzata) del torace del 37%. Questi indici rappresentano la percentuale di prestazioni che superano i tempi massimi previsti dalla legge, un dato che testimonia l’assoluta inefficienza del sistema in queste aree.

Le strutture migliori si trovano invece al Nord. Tra le Regioni settentrionali spicca il Veneto con alert minimi: colonscopia 3%, gastroscopia 1%, prima visita cardiologica 1%, prima visita dermatologica 4%, prima visita oculistica 4% e Tac Torace 3%. Anche la provincia autonoma di Trento e l’Umbria mostrano buonissimi risultati: per loro, gli indici di alert non superano il 2% per ecocolordoppler o visita ortopedica.

Il divario tra Nord e Sud è evidente e preoccupante. Mentre in alcune regioni settentrionali il sistema sanitario riesce a garantire tempi di attesa accettabili per la maggior parte delle prestazioni, nel Meridione intere popolazioni si trovano di fatto escluse dall’accesso a cure tempestive. Il problema non riguarda solo la qualità della vita dei pazienti, ma può avere conseguenze drammatiche sulla loro salute: una diagnosi ritardata di due anni per un tumore può fare la differenza tra la vita e la morte.

La Piattaforma, realizzata da Agenas, ha l’obiettivo di monitorare su scala nazionale i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali, con particolare attenzione al rispetto delle tempistiche previste dalle diverse classi di priorità. Sulla Piattaforma si possono consultare alcuni indicatori essenziali: numero totale di prenotazioni, percentuale di prenotazioni nei giorni festivi e prefestivi, quota di prime disponibilità accettate dagli assistiti, suddivisione delle prestazioni per classe di priorità (U urgente, B breve, D differibile, P programmata), tempi medi di attesa per ciascuna prestazione e per classe di priorità.

La Piattaforma viene aggiornata periodicamente con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e migliorare la governance delle liste di attesa. Tuttavia, avere dati trasparenti non basta se non vengono poi adottate misure concrete per risolvere i problemi evidenziati. I numeri che stanno emergendo sono un grido d’allarme che non può essere ignorato: servono investimenti urgenti, assunzioni di personale, potenziamento delle strutture e una riorganizzazione complessiva del sistema sanitario nelle aree più in difficoltà.

Il ministero della Salute ha dichiarato di essere al lavoro per affrontare le criticità emerse, ma la strada appare ancora lunga. Nel frattempo, migliaia di cittadini continuano ad attendere mesi e anni per prestazioni che dovrebbero essere garantite in tempi ragionevoli dal Servizio sanitario nazionale, uno dei pilastri fondamentali del nostro stato sociale che rischia di sgretolarsi sotto il peso di inefficienze strutturali mai affrontate con la dovuta determinazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!