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Elkann vende La Stampa, c’è l’accordo con il gruppo Sae

Il Gruppo Gedi ha firmato il preliminare di cessione de La Stampa al Gruppo SAE per circa 22 milioni di euro. La vendita include testate collegate, attività digitali e centro stampa.

Il Gruppo Gedi e il Gruppo SAE hanno firmato il contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa. Lo rende noto Gedi in una comunicazione ufficiale, precisando che la vendita comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale e le strutture di staff e supporto alla redazione.

L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo societario di nuova costituzione, controllato dal Gruppo SAE, nel quale è previsto anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Il valore economico dell’operazione si attesterebbe intorno ai 22 milioni di euro, cifra superiore a quella proposta da altri soggetti che avevano partecipato alla competizione per l’acquisto del titolo torinese.

Il Gruppo SAE, realtà editoriale sarda guidata da Alberto Leonardis, gestisce già diverse testate locali un tempo appartenenti a Gedi, tra cui Il Tirreno, La Nuova Sardegna, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese, acquisite nel corso degli ultimi anni. Con La Stampa, SAE punta a costruire un network editoriale locale di respiro nazionale.

L’operazione prevede la partecipazione di soci istituzionali per una quota del 49% del capitale, tra cui si segnalano contatti esplorativi con Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo, enti da sempre legati al territorio piemontese, sebbene al momento non risultino impegni formali da parte loro.

La trattativa si inserisce in un contesto di profonda trasformazione per il gruppo Gedi, che sta ridisegnando il proprio assetto editoriale. La Stampa registra perdite annue stimate tra gli 8 e i 10 milioni di euro e conta circa 174 giornalisti in organico. L’operazione ha già suscitato reazioni forti da parte della redazione: il Comitato di Redazione ha proclamato scioperi, organizzato presidi a Torino e a Roma e ha ingaggiato un legale per verificare i bilanci delle due parti coinvolte nella trattativa.

Sindacati e organi di categoria, tra cui la FNSI e l’Ordine dei Giornalisti, hanno chiesto maggiore trasparenza e garanzie sull’occupazione e sul piano industriale che SAE intende adottare per il rilancio del quotidiano fondato nel 1867. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!