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Monopattini elettrici, scatta l’obbligo di targa: quanto costa e cosa rischia chi non ce l’ha

Il nuovo Codice della strada rende obbligatorie targa adesiva e assicurazione Rc per i monopattini elettrici: l’obbligo scatterà dalla primavera 2026, con multe da 100 a 400 euro per chi circola senza contrassegno o copertura.

Il percorso verso la piena regolamentazione dei monopattini elettrici in Italia entra in una fase decisiva, con il nuovo Codice della strada che ha trasformato questi mezzi da semplici dispositivi di micromobilità a veicoli veri e propri, sottoposti a obblighi di identificazione e copertura assicurativa. L’introduzione della targa personale e della polizza Rc obbligatoria non è più un annuncio generico ma una norma definita nei suoi passaggi tecnici, anche se la sua applicazione concreta scatterà solo nei prossimi mesi, dopo l’ultimo tassello amministrativo ancora mancante.

Dal nuovo Codice della strada alla targa: il quadro normativo

L’obbligo di targa per i monopattini elettrici nasce con la riforma del Codice della strada approvata definitivamente nel novembre 2024 e in vigore dal 14 dicembre dello stesso anno, che ha modificato la disciplina dei veicoli a propulsione prevalentemente elettrica, introducendo per i monopattini requisiti tecnici più stringenti, obbligo generalizzato di casco, divieto di circolazione su marciapiedi e sulle strade urbane con limite superiore ai 50 chilometri orari, oltre all’obbligo di contrassegno identificativo e assicurazione di responsabilità civile. La legge 177/2024 ha in particolare riscritto il comma 75-vicies quater della legge 160/2019, stabilendo che i proprietari dei monopattini devono chiedere il rilascio di un apposito contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e destinato a rendere ogni mezzo univocamente riconoscibile nel traffico.

Per dare contenuto effettivo a questa previsione è intervenuto il decreto ministeriale del 6 ottobre 2025, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre 2025, che ha fissato il prezzo del contrassegno, le modalità di emissione, richiesta e rilascio, rinviando però a un successivo decreto direttoriale la disciplina operativa della piattaforma telematica attraverso cui gli utenti dovranno inoltrare le domande. Lo stesso decreto chiarisce che l’obbligo di dotarsi del contrassegno scatterà solo a partire dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore di questo decreto direttoriale, necessario per rendere funzionante il sistema informatico nazionale.

Quando scatterà davvero l’obbligo di targa

Alla data attuale l’obbligo di circolare con il monopattino già targato non è ancora operativo, perché la piattaforma telematica del ministero non è stata attivata e il decreto direttoriale che ne deve regolare il funzionamento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto ministeriale del 6 ottobre 2025 prevede che questo provvedimento tecnico arrivi entro 90 giorni dalla sua entrata in vigore, quindi indicativamente entro la prima metà di febbraio 2026. Solo da quel momento, una volta che il portale sarà effettivamente accessibile, inizierà il conto alla rovescia di 60 giorni concesso ai proprietari per mettersi in regola, trascorsi i quali l’assenza del contrassegno costituirà a tutti gli effetti una violazione sanzionabile.

Le analisi degli operatori del settore e le ricostruzioni della stampa specializzata convergono quindi su una finestra temporale che va dalla fine di marzo all’inizio di aprile 2026 per la piena operatività dell’obbligo: solo da allora chi verrà sorpreso su strada con un monopattino elettrico privo di targa personale potrà essere multato per questa specifica violazione. Fino all’attivazione della piattaforma e allo scadere del termine di adeguamento, non è possibile richiedere il contrassegno né, di conseguenza, applicare sanzioni per la sola assenza della targa, pur restando in vigore tutte le altre norme del nuovo Codice della strada.

Com’è fatta la targa per i monopattini elettrici

La targa dei monopattini non sarà una placca metallica come quella di auto e moto, ma un contrassegno adesivo, plastificato, non rimovibile, concepito come “carta valori” e quindi dotato di caratteristiche anticontraffazione analoghe a quelle dei documenti di sicurezza prodotti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il supporto avrà forma rettangolare con dimensioni pari a 50 per 60 millimetri, fondo bianco riflettente e sei caratteri alfanumerici di colore nero disposti su due righe, tre lettere e tre numeri: la sequenza partirà da BBB222, escludendo vocali e alcune consonanti per evitare confusioni, e utilizzando solo le cifre da 2 a 9.

Il contrassegno dovrà essere applicato in posizione verticale e ben visibile, preferibilmente sull’alloggiamento posteriore predisposto dal costruttore oppure, in mancanza, sul piantone dello sterzo, rispettando un’inclinazione massima di 5 gradi rispetto al piano verticale e le altezze indicate dalle specifiche tecniche. La normativa sottolinea che un’applicazione errata, che renda difficile o impossibile la lettura del codice, sarà equiparata alla mancanza della targa, con le stesse conseguenze sul piano sanzionatorio.

Targa e assicurazione: costi e procedura per mettersi in regola

Il decreto del 6 ottobre 2025 ha fissato il prezzo di vendita di ciascun contrassegno identificativo in 8,66 euro, somma che include il costo di produzione, l’Iva e una quota destinata a finanziare interventi per la sicurezza stradale. A questa cifra dovranno essere aggiunti l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione, oltre a un eventuale compenso per gli studi di consulenza automobilistica qualora il proprietario scelga di non gestire in autonomia la pratica. Il pagamento avverrà esclusivamente in via telematica, attraverso il sistema PagoPA collegato alla piattaforma dedicata.

La procedura prevede che il proprietario del monopattino acceda al portale del Ministero dei Trasporti, inserisca i dati richiesti, versi gli importi dovuti e scelga se ritirare il contrassegno presso l’ufficio provinciale della Motorizzazione civile o presso un’agenzia autorizzata. Sarà possibile presentare un’unica istanza cumulativa per più mezzi, con un solo bollo ma moltiplicando il prezzo del contrassegno e i diritti di motorizzazione per il numero dei monopattini da targare, ipotesi particolarmente rilevante per famiglie numerose e operatori dello sharing.

Cosa rischia chi circola senza targa o senza assicurazione

Raggiunta la piena operatività della norma, circolare con un monopattino elettrico privo di contrassegno identificativo, con targa non visibile, alterata o contraffatta, oppure senza copertura assicurativa di responsabilità civile costituirà una violazione specifica del nuovo impianto normativo. Il quadro delineato dalla riforma e dai successivi decreti attuativi prevede una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 100 e 400 euro per la mancanza della targa o della Rc, assimilando la condizione del monopattino irregolare a quella di altri veicoli a motore che circolano senza le necessarie garanzie di identificabilità e copertura dei danni a terzi. In caso di controlli, alle multe potranno affiancarsi misure accessorie, come il fermo del mezzo, rimesse alla concreta applicazione da parte delle forze dell’ordine sulla base delle disposizioni del Codice della strada già vigenti per altri veicoli sprovvisti di assicurazione.

Va ricordato che l’obbligo di targa e assicurazione si aggiunge a un quadro sanzionatorio già inasprito dalla riforma del 2024: la guida senza casco comporta sanzioni tra 50 e 250 euro, il mancato rispetto dei requisiti tecnici del mezzo (come luci, indicatori di direzione, limiti di velocità e divieto di sella) può far scattare multe tra 200 e 800 euro, mentre restano vietate la circolazione sui marciapiedi, in contromano, o con passeggeri a bordo, con ulteriori conseguenze sul piano delle sanzioni amministrative. Il nuovo sistema di targatura renderà più semplice per le polizie locali identificare i responsabili di infrazioni e sinistri, superando l’anonimato che ha caratterizzato la prima fase di diffusione dei monopattini nelle città.

Le regole già in vigore e cosa cambia nella pratica

In attesa dell’avvio della piattaforma telematica, gli utenti devono già confrontarsi con un quadro di regole piuttosto articolato. L’età minima per guidare un monopattino elettrico è fissata in 14 anni, il casco è obbligatorio per tutti, i limiti di velocità sono di 20 chilometri orari su strada e 6 nelle aree pedonali, con obbligo di utilizzare, ove presenti, le piste ciclabili e divieto di circolare sui marciapiedi. Oltre all’illuminazione anteriore e posteriore, sono richiesti indicatori di direzione e sistemi frenanti adeguati su entrambe le ruote per i mezzi immessi sul mercato più recentemente, con sanzioni significative per i monopattini non conformi.

L’assicurazione per la responsabilità civile, già obbligatoria per i servizi in sharing, diventerà quindi un adempimento strutturale anche per i mezzi privati, con prodotti assicurativi dedicati che le compagnie stanno predisponendo sulla base dei nuovi requisiti normativi. La polizza dovrà essere agganciata al contrassegno identificativo, in modo che l’accertamento della targa permetta di verificare immediatamente anche la copertura Rc, come avviene per altri veicoli a motore.

Cosa devono aspettarsi ora i proprietari di monopattini

Per chi già possiede un monopattino elettrico, la fase attuale è ancora di transizione: non è possibile richiedere il contrassegno, ma è chiaro il percorso che porterà, tra poche settimane, all’apertura della piattaforma e all’avvio dei 60 giorni utili per mettersi in regola. Sul piano pratico, ciò significa che i proprietari dovranno monitorare le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, verificare la conformità tecnica del proprio mezzo ai requisiti già previsti dal Codice della strada, e prepararsi a sostenere i costi della targa e della nuova assicurazione obbligatoria, valutando con attenzione le offerte assicurative che saranno proposte sul mercato.

La stretta normativa sui monopattini elettrici si inserisce in una strategia più ampia di controllo della micromobilità urbana, con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’incidentalità, aumentare la tracciabilità dei veicoli e responsabilizzare gli utenti, senza rinunciare al contributo dei mezzi elettrici leggeri alla riduzione del traffico e delle emissioni nelle città. La primavera 2026 segnerà il passaggio definitivo a questo nuovo regime: da quel momento, circolare senza targa e senza assicurazione non sarà più una semplice dimenticanza regolamentare, ma una violazione chiaramente sanzionata, al pari di quanto avviene per gli altri veicoli a motore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!