La caduta dei capelli rappresenta uno dei problemi estetici più diffusi al mondo, colpendo milioni di persone senza distinzione di genere. Tra le forme più comuni di perdita di capelli, l’alopecia androgenetica una posizione di primo piano, interessando circa l’80% degli uomini e il 50% delle donne nel corso della vita. Al centro di questa condizione vi è una molecola che la scienza ha identificato come principale responsabile: il diidrotestosterone, comunemente noto come DHT.
Che cos’è il DHT
Il DHT è un ormone derivato dal testosterone, prodotto grazie all’azione di un enzima chiamato 5-alfa-reduttasi. Questo enzima trasforma il testosterone in diidrotestosterone, una forma biologicamente molto più attiva dell’ormone originale. Il DHT si lega ai recettori androgeni presenti nei follicoli piliferi con una affinità circa cinque volte superiore rispetto al testosterone, rendendo il suo effetto particolarmente potente.
L’enzima 5-alfa-reduttasi è presente in due forme principali: il tipo I, localizzato principalmente nelle ghiandole sebacee e nei follicoli, e il tipo II, presente nei follicoli del cuoio capelluto e nella prostata. Entrambi contribuiscono alla produzione di DHT, ma il tipo II riveste un ruolo fondamentale nella caduta dei capelli androgenetica.
Il meccanismo di azione sui follicoli
Il DHT esercita la sua azione patologica legandosi ai recettori androgeni presenti nei follicoli piliferi, in particolare nelle aree geneticamente predisposte come le tempie e la sommità del capo negli uomini, e nella zona centrale del cuoio capelluto nelle donne. Questo legame innesca un processo di miniaturizzazione follicolare: il follicolo progressivamente si rimpicciolisce, producendo capelli sempre più sottili e deboli, fino a quando non smette completamente di produrre nuovi fusti.
A livello molecolare, il DHT accorcia la fase anagen, ossia la fase di crescita attiva del capello, e prolunga la fase telogen, quella di riposo. Il risultato è un ciclo pilifero alterato, con una predominanza di capelli in fase di caduta rispetto a quelli in fase di crescita. Studi istologici hanno dimostrato che nei soggetti affetti da alopecia androgenetica, i follicoli interessati presentano una riduzione del volume della papilla dermica, la struttura responsabile della produzione del capello.
Un aspetto fondamentale è la predisposizione genetica. Non tutti gli individui possiedono la stessa sensibilità al DHT: questa è determinata dalla distribuzione dei recettori androgeni nei follicoli, un fattore ereditario che spiega perché l’alopecia androgenetica tenda a manifestarsi in modo simile all’interno delle famiglie.
Come contrastare il DHT: trattamenti scientificamente provati
La medicina ha sviluppato diversi approcci per contrastare gli effetti del DHT sui capelli. Questi trattamenti si dividono in categorie principali: farmaci che inibiscono la produzione di DHT, farmaci che bloccano l’azione del DHT a livello del follicolo, e trattamenti che stimolano la crescita attraverso altri meccanismi.
Finasteride
La finasteride è un inibitore selettivo della 5-alfa-reduttasi di tipo II, approvato dalla FDA per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile dal 1997. Il farmaco agisce bloccando la conversione del testosterone in DHT, riducendo i livelli di quest’ultimo nel cuoio capelluto fino al 60-70%. Numerosi studi clinici hanno dimostrato la sua efficacia: la finasteride arresta la progressione della calvizie nel 90% dei pazienti e favorisce la ricrescita in una percentuale significativa di casi, con risultati visibili dopo 6-12 mesi di trattamento.
Gli effetti collaterali, quando presenti, riguardano principalmente la sfera sessuale e includono riduzione della libido e disfunzione erettile. Una revisione della letteratura che ha esaminato 17 trial clinici con oltre 17.500 pazienti ha rilevato che il rischio di effetti collaterali non è statisticamente significativo nel trattamento dell’alopecia, rispetto al trattamento dell’ipertrofia prostatica.
Dutasteride
La dutasteride inibisce entrambi i tipi di 5-alfa-reduttasi (I e II), riducendo i livelli di DHT in modo più completo rispetto alla finasteride. Uno studio ha rilevato che, già dopo quattro settimane di trattamento, i livelli di DHT si riducono del 90%. È più efficace della finasteride nel trattamento dell’alopecia, ma non è approvato specificamente per questa indicazione in molti Paesi, inclusa l’Italia, dove viene utilizzato off-label per i casi più resistenti.
Clascoterone
Il clascoterone (brand name Breezula) rappresenta una nuova classe di farmaci: è un antagonista topico dei recettori androgeni che agisce direttamente a livello del follicolo, impedendo al DHT di legarsi ai suoi recettori. A differenza della finasteride, che riduce i livelli di DHT nell’intero organismo, il clascoterone agisce localmente, riducendo il rischio di effetti collaterali sistemici. È stato approvato per il trattamento dell’acne e attualmente è in fase di sperimentazione avanzata per l’alopecia androgenetica.
Minoxidil
Il minoxidil non agisce sul DHT, ma stimola direttamente i follicoli prolungando la fase anagen. Si tratta di un vasodilatatore topico che, applicato sul cuoio capelluto, aumenta il flusso sanguigno verso i follicoli e prolunga la fase di crescita del capello. È disponibile in soluzione al 2% per donne e al 5% per uomini. L’efficacia è dimostrata, ma il farmaco richiede un uso continuo per mantenere i risultati.
Serenoa Repens
La Serenoa repens (saw palmetto) è una pianta utilizzata come integratore per contrastare la caduta dei capelli. Gli studi hanno dato risultati contrastanti: alcuni indicano che circa il 40% dei pazienti trattati otterrebbe benefici, ma l’efficacia è generalmente inferiore rispetto ai farmaci approvati. È considerata un’alternativa naturale per chi non può o non vuole assumere farmaci sintetici.
Le prospettive future: nuovi farmaci in arrivo
La ricerca sta sviluppando nuovi trattamenti per l’alopecia. Tra i più promettenti, il farmaco PP405 di Cosmo Pharmaceuticals ha mostrato risultati eccezionali nei trial clinici di fase III, con una ricrescita superiore del 539% rispetto al placebo in uno dei trial. L’azienda prevede di iniziare la sperimentazione di fase II nel 2025.
Un’altra linea di ricerca riguarda le terapie cellulari e le cellule staminali. Ricercatori hanno studiato come rigenerare i follicoli piliferi utilizzando cellule staminali, con risultati preliminari promettenti su modelli sperimentali.
In conclusione il DHT gioca un ruolo centrale nell’alopecia androgenetica, ma esistono trattamenti efficaci per contrastarlo. La scelta del trattamento deve essere guidata da uno specialista, considerando la gravità della condizione, la risposta individuale e il profilo di rischio del paziente. La combinazione di più approcci (finasteride topica o sistemica + minoxidil) offre spesso i migliori risultati. Per i casi avanzati, il trapianto di capelli rimane un’opzione valida, da considerare dopo aver stabilizzato la caduta con le terapie farmacologiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
