L’access prime time continua a ridefinire gli equilibri della televisione italiana, allungandosi progressivamente fino a sovrapporsi alla prima serata. Un fenomeno trainato anche dal successo de La Ruota della Fortuna, capace di consolidare ascolti e fidelizzazione, ma che ha inevitabilmente spostato in avanti l’inizio degli show serali. Negli ultimi mesi, però, la Rai ha provato a invertire parzialmente la rotta, accorciando Affari Tuoi e fissandone la chiusura alle 21:45, mentre Mediaset, salvo eccezioni legate ai programmi di Maria De Filippi, non ha modificato la propria strategia.
A riaccendere il dibattito è stato Gerry Scotti, intervenuto al Festival della TV di Dogliani, dove ha offerto una riflessione articolata sul tema, distinguendo tra il punto di vista personale e quello professionale. Il conduttore ha dichiarato senza esitazioni: “Vuoi che ti risponda come il signor Virginio o come il conduttore? Il signor Virginio intorno alle ore 22:00 o 22:15 si addormenta. Il signor Virginio si unisce all’urlo di dolore della popolazione italiana. Invito a stilare la pace televisiva. Entra Stefano senza maglietta, così le signore sono contente. Veniamo qui e io e lui mettiamo la nostra firma su un foglio, con un orario preciso: le 21:30. Traduco? Le nove e mezza di sera. Punto. L’ho sentito questa mattina, e ci siamo già parlati anche altre volte, ma io e Stefano siamo già d’accordo che i nostri programmi di access prime time debbano finire alle ore 21:30“.
Parole che fotografano una convergenza con Stefano De Martino, attuale volto di Affari Tuoi, e che sottolineano come anche i protagonisti dell’access prime time vedano con favore una conclusione più anticipata, intorno alle 21:30, per restituire centralità alla prima serata.
La Rai, dal canto suo, aveva già mosso un passo in questa direzione nell’autunno 2025. Il Direttore Intrattenimento Prime Time, William Di Liberatore, aveva motivato così la scelta di ridurre la durata del game show: “Questo permetterà di godere della programmazione in orari più accessibili a tutti. Consentirà anche una partenza adeguata della programmazione di prima serata. Quindi abbiamo deciso di tagliare alcuni minuti al programma Affari Tuoi, in modo da ottimizzare l’inizio dei programmi di prime time“. Un intervento accompagnato da un auspicio rivolto alla concorrenza: “Spero che tale decisione possa essere funzionale ad adottare meccanismi virtuosi, anche da parte degli altri editori, per consentire di anticipare ulteriormente tutti lo start delle prime serate, nel rispetto del pubblico“.
Diversa, invece, la prospettiva di Mediaset, legata a logiche strettamente commerciali. Scotti lo ha spiegato chiaramente, evidenziando le differenze strutturali tra servizio pubblico e televisione privata: “Il mondo televisivo si divide in grandi categorie. Al primo posto c’è il servizio pubblico, la Rai, che ha un grande beneficio, il canone e vi chiede di pagarlo. E poi prendiamo un editore che si mantiene con la pubblicità perché fa la tv commerciale e non vi ha mai chiesto un euro. E allora mettetevi nei suoi panni, adesso che le cose ci permettono di avere dei numeri e dei ricavi fuori dalla storia contemporanea come non è mai avvenuto negli ultimi 30 anni. Quindi perché dovrebbe essere l’editore commerciale il primo a fare un passo indietro?“.
Infine, il conduttore ha chiarito anche la questione legata alla programmazione estiva de La Ruota della Fortuna, smentendo le indiscrezioni su una sua presunta pressione per restare in onda: “Sapevo già dal primo gennaio che avrei fatto la ruota tutta l’estate. È bastato che dicessi ‘faremo compagnia tutta l’estate’ e il giorno dopo è uscito, ‘Gerry furioso, vuole restare in onda’. Se non c’è un altro titolo che gira come La Ruota della Fortuna, allora continui a girare la ruota“.
Il tema resta dunque aperto: tra esigenze di palinsesto, strategie economiche e attenzione al pubblico, la durata dell’access prime time si conferma uno dei nodi centrali della televisione contemporanea. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
