Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

La cena al ristorante? Si va sempre più presto: la tendenza prende piede in Italia

La cena alle sette non è più solo un’abitudine da turisti: anche in Italia cresce la voglia di anticipare. Un cambio d’orario che potrebbe rivoluzionare il nostro modo di andare al ristorante.

Dagli Stati Uniti all’Italia, passando per le capitali europee, l’orario della cena sta cambiando. Non si tratta di una moda passeggera ma di una trasformazione profonda nei ritmi della vita quotidiana, nei modelli di consumo e nell’organizzazione del lavoro nella ristorazione. Il fenomeno dell’early dinner, ormai codificato oltre Atlantico nella fascia tra le 17 e le 19, sta trovando terreno fertile anche in Italia, dove l’abitudine di cenare tardi è sempre stata parte integrante della cultura gastronomica e sociale.

Eppure, anche nel Belpaese, il cambiamento è in atto. Non solo a Milano o a Venezia, ma anche nel Sud e nelle province, i ristoratori segnalano un anticipo netto delle prenotazioni. Le sale iniziano a riempirsi dalle 19, e spesso già alle 21 si chiude il primo turno. Una rivoluzione silenziosa, guidata da una molteplicità di fattori: il lavoro ibrido, che anticipa il rientro a casa e riorganizza la giornata; il desiderio di dormire prima; un generale rallentamento dei ritmi, che si riflette in nuove scelte di consumo.

Roberto Capua, del ristorante Rodrigo a Milano, osserva clienti seduti già alle 19 anche nel weekend, mentre Nello Lodato dell’Enoteca di Mare parla di una “norma invernale” ormai consolidata. Sulle rive del lago di Como, Nathan Martignoni nota che da anni la clientela italiana preferisce cenare presto, segno di una mutazione profonda. In centro città e nelle località turistiche, la tendenza è evidente anche ai meno attenti: i locali si riempiono presto e il servizio si distribuisce in modo più armonico lungo la serata.

Dal punto di vista operativo, il vantaggio per i ristoratori è significativo: turni più brevi, tavoli che girano più volte, minore concentrazione degli ordini in fascia di punta. Andrea Ribaldone, chef e consulente, conferma che l’early dinner riduce la pressione su cucina e sala, senza intaccare la spesa media. Al contrario, come nota Luca Mastromattei da Rapallo, l’allungamento del servizio può persino aumentare lo scontrino medio, grazie a un consumo più disteso e meno frenetico.

Non mancano però le sfumature. Maurizio Serva, una stella Michelin con La Trota a Rivodutri, mette in guardia da derive eccessive: l’anticipo deve restare una scelta, non un’imposizione. La libertà del cliente è sacra, ma deve integrarsi con l’equilibrio del servizio e con un ritmo di sala che valorizzi l’esperienza gastronomica. Anche per questo, molti locali ricalibrano i menu per adattarsi alla nuova fascia: piatti condivisibili, formule rapide, pairing con cocktail o vini leggeri, in una sorta di “aperitivo lungo” che sfuma naturalmente nella cena.

A Roma, città notoriamente affezionata ai ritmi dilatati della cena tradizionale, la trasformazione è più graduale ma già percepibile. Chef come Leonardo Malgarini e Elvio Ferrelli rilevano una crescita delle prenotazioni anticipate, specie nei giorni feriali. E se nella Capitale si avanza con cautela, in città più piccole o turistiche – da Ferrara a Venezia – il nuovo modello è già realtà.

Il contesto sociale fa la sua parte. Il lavoro ibrido ha spezzato la rigida distinzione tra orari d’ufficio e tempo libero, rendendo le prime ore della sera uno spazio disponibile per mangiare con calma. Il tempo trascorso al ristorante si accorcia, ma guadagna in qualità: meno attese, meno stress, più attenzione al piatto. Per il personale, significa orari più sostenibili e migliori condizioni di lavoro: un aspetto non secondario in un settore sempre più in difficoltà sul fronte delle risorse umane.

Se questa trasformazione dovesse consolidarsi, gli effetti sarebbero di lungo periodo. Cambiamenti nella cultura gastronomica, nuovi equilibri economici, una diversa percezione del mangiare fuori, che da rituale post-lavoro potrebbe diventare un momento quotidiano, accessibile e meno vincolato. L’Italia, pur restando fedele alla sua tradizione conviviale, sembra pronta ad accogliere un’idea diversa di cena: anticipata, sì, ma non per questo meno intensa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!