Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Canarie, un grande vulcano sottomarino tra Tenerife e Gran Canaria è la causa dei nuovi terremoti

Un sisma di magnitudo 4.1 ha scosso il 26 febbraio il canale tra Tenerife e Gran Canaria: gli esperti lo collegano al vulcano sottomarino Enmedio, ora al centro di un nuovo studio scientifico.

Un terremoto di magnitudo 4.1, avvertito il 26 febbraio 2026 alle 12:26 in decine di comuni di Tenerife e Gran Canaria, ha riacceso l’attenzione su uno dei vulcani sottomarini meno noti dell’Oceano Atlantico: l’Enmedio, un edificio vulcanico attivo che si trova a metà strada tra le due isole maggiori dell’arcipelago delle Canarie, a 1.625 metri di profondità.

L’Istituto Geografico Nazionale spagnolo (IGN) ha localizzato l’epicentro del sisma in corrispondenza o nelle immediate vicinanze del vulcano, con una profondità stimata di circa 10 chilometri. La scossa, di intensità III in aree come Santa Cruz de Tenerife, La Orotava e Las Palmas de Gran Canaria, non ha provocato danni. Gli esperti dell’IGN collegano esplicitamente l’evento all’attività dell’Enmedio, distinguendola dagli sciami sismici che interessano il Teide, fenomeno separato e indipendente.

A rendere la notizia ancora più rilevante è uno studio scientifico multidisciplinare pubblicato nel febbraio 2026 sul Bulletin of Volcanology, firmato dall’Istituto Spagnolo di Oceanografia (IEO-CSIC), dall’Istituto di Scienze del Mare di Barcellona e dalle Università di La Laguna e Salamanca. Per la prima volta, la ricerca fornisce prove integrate — geologiche, petrologiche, geochimiche e oceanografiche — che dimostrano come l’Enmedio sia ancora idrotermalmente attivo: non un relitto del passato, ma un sistema vivo che emette fluidi caldi dal fondale.

Il vulcano presenta una struttura a cono quasi perfetto, con una base di 3,25-3,5 chilometri di diametro. La caratteristica più significativa è una frattura principale lunga 2,4 chilometri e larga fino a 450 metri, con orientamento nord-nord-ovest/sud-sud-est, che attraversa la cima e costituisce la via principale per la circolazione dei fluidi idrotermali. Intorno al cono principale si contano almeno 20 coni vulcanici minori, cinque dei quali con un cratere chiaramente visibile. L’età stimata del vulcano è di circa 240.000 anni.

Le prove dell’attività idrotermale raccolte dallo studio sono di tre tipi. La superficie del vulcano è ricoperta da depositi arancioni e gialli di ferro-ossidrossidi, con strutture microscopiche tipiche dei batteri ferro-ossidanti che colonizzano gli ambienti idrotermali a bassa temperatura. Nelle acque sovrastanti il vulcano sono state rilevate anomalie termiche significative: +0,42 °C nel febbraio 2022 e +0,53 °C nel novembre 2022, concentrate esattamente sulla cima e sulla frattura principale. La torbidità ha raggiunto 18,2 NTU contro un valore di fondo di 0,2 NTU, e i nutrienti disciolti risultano fortemente arricchiti rispetto alle acque circostanti. Le rocce campionate, infine, confermano una differenziazione magmatica tipica dell’arcipelago delle Canarie.

Gli scienziati sottolineano che la sismicità recente è coerente con la tettonica della frattura e non con una risalita di magma nuovo. Non vi è alcun segnale di eruzione imminente né per l’Enmedio né per il Teide. Il monitoraggio del vulcano è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Vale la pena ricordare che l’Enmedio fu scoperto soltanto nel 1994: lo studio appena pubblicato rappresenta quindi la prima analisi davvero completa di un edificio vulcanico rimasto nell’ombra per trent’anni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!