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Sole, Potente Flare X1.9 in rotta verso la Terra: rischio Blackout e Tempesta di Protoni

Una potente eruzione solare ha colpito la Terra: blackout radio, pioggia di protoni e tempeste magnetiche sono solo l’inizio di un evento che il Sole non vedeva da tempo.
Credit © NASA

Un’imponente manifestazione dell’attività solare ha colpito la Terra nelle ultime ore, portando con sé effetti tangibili su comunicazioni e spazio circumterrestre. Il 18 gennaio alle 18:09 UTC, la regione attiva AR4341 ha generato un flare solare di classe X1.9, uno dei fenomeni più energetici registrati in questo ciclo solare. La potenza dell’evento è stata amplificata dalla sua durata: non un impulso rapido, ma un’esplosione prolungata, capace di liberare nello spazio circostante enormi quantità di radiazione e particelle cariche. L’intensità combinata e la persistenza della sua emissione elettromagnetica ne fanno un evento di rilievo per la comunità scientifica, e non solo.

Le radiazioni prodotte dal flare hanno raggiunto la Terra quasi istantaneamente, colpendo l’atmosfera sopra il continente americano. In particolare, il Sud America ha subito gli effetti più marcati: l’ionizzazione improvvisa degli strati superiori dell’atmosfera ha causato un blackout delle comunicazioni radio a onde corte, soprattutto alle frequenze inferiori ai 10 MHz. I blackout di questo tipo si verificano quando l’aumento dei livelli di ionizzazione compromette la capacità delle onde radio di riflettersi negli strati atmosferici, ostacolando le comunicazioni a lunga distanza. Secondo i dati raccolti, il blackout potrebbe essere durato oltre un’ora, impattando le comunicazioni civili e militari, oltre ai servizi di emergenza che si affidano a queste bande.

Ancora più rilevante è l’espulsione di massa coronale (CME) associata al flare, una nube di plasma magnetizzato che si sta espandendo nello spazio in tutte le direzioni – un cosiddetto “full halo CME” – con una componente significativa diretta verso la Terra. I modelli sviluppati dalla NASA indicano che l’impatto con la magnetosfera terrestre potrebbe avvenire nelle prime ore del 20 gennaio. In quel momento, potremmo assistere a una tempesta geomagnetica di classe G3, considerata forte sulla scala NOAA. Tali tempeste sono in grado di provocare disturbi nei sistemi di navigazione satellitare, variazioni nella rete elettrica e la comparsa di aurore visibili anche a latitudini insolitamente basse per il fenomeno, come gli stati settentrionali degli USA o l’Europa centrale.

Contemporaneamente, una tempesta di protoni è già in corso. Queste particelle, accelerate dal flare solare, stanno investendo la Terra, provocando un evento di categoria S2. L’assorbimento di queste particelle da parte dell’atmosfera polare sta causando una forte attenuazione delle onde radio nelle regioni artiche, in particolare all’interno del Circolo Polare. Ciò implica ulteriori difficoltà per le comunicazioni aeronautiche e navali che transitano sulle rotte polari, sempre più trafficate negli ultimi anni.

L’evento del 18 gennaio segna un momento chiave nell’attuale ciclo solare, che sta mostrando una vivacità crescente man mano che si avvicina al picco previsto per il 2025. Gli scienziati monitorano costantemente l’evoluzione della situazione, sia per comprendere meglio la dinamica di questi fenomeni, sia per mitigarne gli impatti sulle tecnologie terrestri e spaziali. Ancora una volta, il Sole ricorda alla Terra la sua immensa potenza, in grado di influenzare il nostro pianeta ben oltre la semplice luce del giorno. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!