Nel panorama televisivo italiano, Antonio Ricci non è soltanto un autore: è una figura centrale, una coscienza critica che da decenni osserva, racconta e smaschera. Durante la recente conferenza stampa di Striscia la Notizia, Ricci è intervenuto su uno dei temi più dibattuti del momento: il confronto, più morale che mediatico, tra Alfonso Signorini e Fabrizio Corona. E come da tradizione, lo ha fatto con il suo tono tagliente, sospeso tra l’ironia disillusa e la riflessione affilata.
Sollecitato dai giornalisti sul caso che coinvolge i due volti noti, Ricci ha mantenuto una posizione prudente: “Prima di accusare qualcuno e parlare di un sistema, bisogna avere molte prove”. Una dichiarazione che pesa, soprattutto alla luce del clamore mediatico che accompagna ogni nuova rivelazione di Corona e la difesa – spesso silenziosa – portata avanti da Signorini. Ricci invita alla cautela, ma non si sottrae alla provocazione quando, nell’intervista concessa a 7 del Corriere della Sera, gli viene chiesto chi tra i due sia più affidabile: “Io penso che se organizzassero una gara ne uscirebbe un evento a livello mondiale, con scommesse clamorose. La certezza che avrei è che comunque il risultato sarebbe falsato. In entrambi i casi si gioca falso”. Una battuta, certo, ma dal sapore amaro, che sottintende una visione lucida di un mondo – quello dello spettacolo – in cui l’autenticità è spesso merce rara.
Nel suo stile inconfondibile, Ricci ha poi risposto con altrettanta autoironia a una domanda sulla celebre dichiarazione di Signorini, che nella trasmissione Belve di Francesca Fagnani aveva ammesso di conservare segreti come forma di assicurazione personale, aggiungendo che “tutto ha un prezzo”. Ricci ha colto l’assist per una riflessione pungente: “Ci ho pensato quando ho visto Signorini dire quella frase. Io ho pensato lungamente al prezzo che potrei tirare su con tutti i segreti che custodisco. E non riesco a immaginare niente che valga più di 15 euro”. Un modo elegante per marcare la distanza tra il suo modo di intendere il potere e quello di altri protagonisti del piccolo schermo.
Antonio Ricci continua a essere un osservatore privilegiato della televisione italiana, ma non si limita a guardare: ne legge i codici, ne denuncia le contraddizioni e – quando serve – ne ridicolizza le vanità. Anche stavolta, pur senza schierarsi apertamente, ha indicato la necessità di discernimento in un tempo in cui il confine tra verità e spettacolo è sempre più sfocato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
