Esiste un angolo dell’Antartide che sembra uscito da un film horror. Si trova nelle valli secche di McMurdo, un immenso deserto gelido dove, periodicamente, dal bianco abbacinante del ghiacciaio Taylor sgorga improvvisamente un fiotto di liquido rosso cremisi. Le chiamano Blood Falls, le “cascate di sangue”, e dalla loro scoperta nel 1911 da parte del geologo Thomas Griffith Taylor hanno alimentato oltre un secolo di speculazioni scientifiche.
La formazione si trova nella regione nota come McMurdo Dry Valleys, nella parte orientale del continente antartico. Qui le temperature scendono regolarmente sotto i -50°C e l’umidità è talmente bassa da renderequest’area uno dei deserti più freddi e inospitali del pianeta. Eppure, nonostante le condizioni estreme, dal ghiacciaio Taylor fuoriesce periodicamente questa bizzarra fuoriuscita di acqua dal colore vermiglio, un fenomeno che ha affascinato e intrigato gli scienziati per generazioni.
Il mistero del colore rosso
Ai tempi della loro scoperta, il geologo Thomas Griffith Taylor attribuì il colore alla presenza di microalghe rosse. Dopo più di un secolo di studi, oggi sappiamo che il rosso è dovuto a particelle di ferro intrappolate in nanosfere, insieme ad altri elementi come silicio, calcio, alluminio e sodio. A produrle sono stati probabilmente antichi batteri intrappolati nel sottosuolo dell’area: una volta a contatto con l’aria, il ferro si ossida, conferendo alla miscela il caratteristico color ruggine.
Come resta liquida l’acqua a -20°C
Per quanto riguarda la presenza di acqua liquida a quasi 20 gradi sotto zero, si tratta in realtà di una salamoia ipersalina, formatasi circa due milioni di anni fa quando le acque dell’Oceano Antartico si ritirarono dalle valli. L’elevatissima salinità di questa salamoia abbassa drasticamente il punto di congelamento, impedendo all’acqua di trasformarsi in ghiaccio e permettendole così di sgorgare periodicamente dalla superficie glaciale.
L’ultima scoperta
Risolto l’enigma della temperatura e del colore, restava da capire cosa spingesse fisicamente il fluido a eruttare dal sottosuolo. La risposta è arrivata incrociando dati GPS, sensori termici e immagini ad alta risoluzione raccolte nel 2018 durante un’eruzione. L’analisi ha dimostrato che le Blood Falls sono il frutto di variazioni di pressione che interessano i depositi di salamoia sotto il ghiacciaio.
Mentre il ghiacciaio Taylor scivola verso valle, la massa di ghiaccio sovrastante comprime i canali subglaciali, accumulando una pressione enorme. Quando lo sforzo diventa insostenibile, il ghiaccio cede: la salamoia pressurizzata si insinua nelle fessure e viene sparata fuori in brevi esplosioni. Curiosamente, questo rilascio agisce come un freno idraulico, rallentando temporaneamente la marcia del ghiacciaio verso il mare.
Con questa scoperta, pubblicata sulla rivista Antarctic Science, i misteri delle cascate di sangue possono dirsi finalmente risolti. Almeno per ora: resta ancora da comprendere l’impatto del riscaldamento globale su questo complesso sistema nei prossimi decenni, in un momento in cui l’Antartide sta affrontando trasformazioni sempre più rapide e profonde. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
