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Centrosinistra, Elly Schlein: “Troveremo l’accordo. L’eco della vittoria del No si è spinta al di fuori dei confini nazionali”

La segretaria del Pd ha presieduto la riunione della direzione senza affrontare direttamente il tema della guida della coalizione di centrosinistra. In contemporanea, Conte ribadiva la sua posizione sulle primarie aperte.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha presieduto la riunione della direzione nazionale del partito il 14 aprile 2026, senza affrontare esplicitamente nella sua relazione di apertura la questione della leadership della coalizione di centrosinistra e il tema delle primarie di coalizione.

Nel corso della sua relazione, Schlein ha dichiarato di aver già risposto all’appello di Alleanza Verdi e Sinistra per condividere il percorso comune, affermando: “Ho già risposto all’appello di Avs per condividere tutto, certa che troveremo l’accordo sulla guida e sul percorso programmatico”. Ha poi aggiunto: “Troveremo l’accordo, non partiamo da zero”, indicando come linea del partito quella di essere “testardamente unitari”.

In contemporanea, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si trovava al Tempio di Adriano per presentare il suo libro. Conte ha ribadito la sua posizione sul metodo per scegliere il candidato leader della coalizione, affermando che le primarie “siano aperte a non iscritti o non hanno senso”.

All’interno del Pd, il presidente del partito Stefano Bonaccini ha dichiarato che “nessuno ci chiede delle primarie”, esprimendo al tempo stesso ottimismo sull’unità della coalizione: “Nessuno ormai mette più in discussione l’orizzonte comune e per me è già una vittoria, se penso a come siamo partiti nel 2022”. Il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha invece espresso disponibilità a partecipare al percorso comune, dichiarando: “Noi ci saremo”.

Come riferito dal quotidiano Il Tempo, Elly Schlein ha inoltre commentato altri temi di attualità internazionale durante la riunione. Ha fatto riferimento al risultato delle elezioni in Ungheria, affermando che “L’eco della vittoria del no al referendum si è spinta ben al di fuori dei confini nazionali” e la sconfitta di Viktor Orbán significherà “un alibi in meno per Giorgia Meloni” e che “è finito il tempo delle destre nazionaliste”. Ha poi definito “inaccettabili” gli attacchi rivolti da Donald Trump a Papa Leone.

La questione della guida del campo largo rimane pertanto aperta, con posizioni non ancora convergenti tra i principali partiti dell’opposizione. Schlein ha concluso la sua relazione richiamando alla costruzione di comitati per l’attuazione della Costituzione su tutto il territorio nazionale, nel solco dello spirito del recente referendum. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!