Dal 1° aprile 2026 cambia ancora la tassa di soggiorno a Milano. La Giunta comunale ha approvato la deliberazione n. 144 del 12 febbraio 2026, che rimodula le tariffe dell’imposta sulla base delle categorie alberghiere. La misura più evidente riguarda gli hotel a cinque stelle, che passano da 10 a 12 euro a notte, stabilendo il contributo più elevato mai applicato in città e superando il tetto attualmente in vigore a Roma, fermo a 10 euro.
Le strutture a quattro stelle rimangono invariate a 10 euro, mentre gli hotel a tre stelle vengono uniformati a 7 euro, in leggera diminuzione rispetto ai 7,40 euro introdotti con le tariffe cosiddette “olimpiche” di gennaio. Per le fasce più basse si registrano invece riduzioni: gli alberghi a due stelle scendono a 4 euro, quelli a una stella si fermano a 3 euro. Rimangono invariate le tariffe del comparto extra-alberghiero: 9,50 euro per bed&breakfast, affittacamere e locazioni brevi, 7 euro per le case per ferie, 3 euro per ostelli e campeggi.
Per comprendere la doppia revisione delle tariffe nel giro di pochi mesi occorre ricostruire il percorso normativo. Il Decreto Anticipi, approvato a fine 2025, aveva già consentito ai Comuni lombardi e veneti entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche di aumentare l’imposta fino a 5 euro aggiuntivi a notte, in vista dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026. Con la Legge di Bilancio 2026, approvata a dicembre, il tetto è stato innalzato di ulteriori 2 euro, aprendo la strada alla nuova delibera comunale. Del maggiore introito generato sulle strutture a cinque stelle, il 30% sarà trattenuto dallo Stato e destinato al Fondo nazionale per i minori; la quota restante rimarrà nelle casse comunali.
Palazzo Marino presenta la rimodulazione come un intervento parziale e non come una riforma definitiva del sistema. Il Comune sottolinea la propria posizione svantaggiata rispetto ad altre grandi città turistiche come Roma, Firenze e Venezia, che dispongono di margini normativi più ampi per articolare l’imposta. Nel frattempo i visitatori di Milano sono raddoppiati nell’arco di dieci anni, con costi crescenti per la gestione di servizi, sicurezza, trasporti e spazio pubblico. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più equo e progressivo, riducendo il peso fiscale sulle fasce più economiche e aumentando il contributo richiesto al segmento di lusso. La misura, temporanea per il 2026, non dovrebbe alterare in modo significativo le previsioni complessive di gettito. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
