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Alfonso Signorini, la lettera d’addio e le parole su Falsissimo di Corona: “uno squallido sottoscala”

L’ultimo numero firmato dal direttore contiene anche una risposta alle accuse di Fabrizio Corona: “Certe battaglie non si combattono pubblicamente, ma nelle sedi opportune”.

Alfonso Signorini ha firmato l’ultimo numero del settimanale Chi come direttore con una lettera aperta ai lettori: “Care lettrici, cari lettori arrivederci: inizio una nuova vita, ma vi terrò nel cuore”. In chiusura, per la prima volta, anche una risposta alle accuse lanciate da Fabrizio Corona nel format Falsissimo.

Nella lettera, Signorini ripercorre più di trent’anni di carriera, dall’addio all’insegnamento alla costruzione del settimanale, spiegando il momento in cui qualcosa dentro di lui è cambiato: “Fino a quando, lo confesso qui per la prima volta, qualcosa in me si è rotto. È successo all’improvviso. Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario. Ho dato la colpa al Covid. Certamente la pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità: l’isolamento forzato a cui eravamo costretti, la sensazione di fragilità, lo scoprirci d’un tratto così vulnerabili, ma anche il piacere della solitudine, delle nostre abitudini, del ritrovarmi in compagnia di me stesso e dei miei affetti hanno incominciato non solo a segnarmi profondamente, ma a prendere il sopravvento”.

Il percorso verso l’addio è stato graduale. Circa tre anni fa Signorini ha affrontato la questione con l’azienda: “Il confronto con Marina Berlusconi, che prima di essere il mio Editore è un’amica fraterna, ha portato a trovare una soluzione meno ‘traumatica’”, con riferimento alla cessione del ruolo di direttore allo storico vice Massimo Borgnis. Ma quella richiesta interiore di cambiamento non si è esaurita: “Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. E questo è il momento di farlo”.

Nel finale della lettera sopraggiunge il riferimento alle accuse di Fabrizio Corona nel format online Falsissimo. Signorini prende posizione con fermezza: “Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune. Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie. Un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso. Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!