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Nucleare, l’UE accelera sui mini reattori: pronti dal 2030

L’Unione europea accelera sul nucleare di nuova generazione e presenta una strategia per sviluppare i piccoli reattori modulari entro il prossimo decennio, con nuove regole, investimenti e cooperazione industriale.

L’Unione europea punta con decisione sulle tecnologie nucleari di nuova generazione e apre una nuova fase di investimenti per accelerare lo sviluppo dei piccoli reattori modulari. Durante il summit sull’energia nucleare di Parigi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato una strategia europea dedicata agli SMR (Small Modular Reactors), con l’obiettivo di rendere operativa questa tecnologia nel continente entro l’inizio degli anni Trenta.

Secondo la presidente della Commissione, dopo anni di contrazione degli investimenti nel settore, l’Europa deve aumentare lo sforzo per invertire la tendenza e rafforzare il proprio ruolo nel nucleare avanzato. I piccoli reattori modulari, progettati per essere più flessibili e rapidi da installare rispetto agli impianti tradizionali, dovrebbero affiancare le centrali nucleari esistenti contribuendo alla costruzione di un sistema energetico più sicuro, efficiente e con basse emissioni di carbonio.

La strategia europea si fonda su tre direttrici principali. In primo luogo, la Commissione intende semplificare il quadro normativo attraverso la creazione di “sandbox” regolatorie, ambienti controllati che consentano alle imprese di sperimentare tecnologie innovative con regole semplificate. Parallelamente Bruxelles lavorerà con gli Stati membri per armonizzare le normative e rendere più semplice l’implementazione transfrontaliera delle nuove tecnologie, riducendo i tempi autorizzativi quando gli standard di sicurezza sono rispettati.

Il secondo pilastro riguarda il sostegno agli investimenti. La Commissione europea ha annunciato la creazione di una garanzia da 200 milioni di euro per favorire gli investimenti privati nelle tecnologie nucleari innovative. Le risorse arriveranno dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione e puntano a ridurre il rischio finanziario per gli operatori, stimolando al tempo stesso un maggiore coinvolgimento degli investitori privati nel settore delle tecnologie a basse emissioni.

Il terzo elemento della strategia riguarda la cooperazione tra Paesi e imprese. Il modello industriale dei reattori modulari richiede infatti una produzione su larga scala e una forte integrazione delle filiere. Per questo Bruxelles intende favorire il coordinamento tra gli Stati membri nell’allineamento dei quadri normativi, nell’accelerazione delle procedure di autorizzazione e nello sviluppo delle competenze necessarie. L’obiettivo è anche promuovere investimenti congiunti nella ricerca, negli impianti di prova e nella costruzione di catene del valore europee per il combustibile nucleare.

La nuova iniziativa si inserisce nel quadro più ampio della Strategia europea per gli investimenti nell’energia pulita. L’ambizione della Commissione è rafforzare l’intero ecosistema nucleare europeo, dalla produzione del combustibile alle tecnologie avanzate, fino alle catene di approvvigionamento e alla formazione delle competenze. Bruxelles ritiene che il nucleare di nuova generazione possa contribuire alla riduzione dei costi energetici e accelerare la diffusione delle tecnologie pulite.

Per von der Leyen la competizione globale nel settore è ormai avviata, ma l’Europa dispone di asset industriali e tecnologici rilevanti. Nel continente operano circa mezzo milione di lavoratori altamente qualificati nel settore nucleare, una base industriale che supera numericamente quella di Stati Uniti e Cina e che potrebbe consentire all’Ue di consolidare la propria leadership nell’innovazione dei reattori modulari. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!