Da lunedì 16 marzo 2026 tivùsat avvia ufficialmente il calendario degli spegnimenti progressivi delle smartcard basate sulla tecnologia “Tiger”, il sistema di accesso condizionato che ha accompagnato la piattaforma satellitare gratuita sin dalla sua nascita. Il processo si estenderà lungo un triennio, con il completamento previsto entro il 2028, e coinvolgerà complessivamente circa due milioni di card.
La decisione non è una scelta autonoma di tivùsat, ma la conseguenza diretta della fine del supporto da parte di Nagravision, il fornitore del sistema DRM Tiger. L’azienda ha comunicato che il programma di dismissione inizierà in ordine cronologico di attivazione: le card più datate saranno le prime a essere disattivate, mentre quelle emesse più di recente non saranno spente prima del 2028. Solo durante il 2026, gli spegnimenti riguarderanno 850mila card.
Non tutte le card tivùsat sono destinate a smettere di funzionare. A essere coinvolte sono esclusivamente quelle in tecnologia Tiger, ovvero le smartcard azzurra, oro, grigia, le schede professionali, quelle brandizzate RAI e alcune edizioni limitate. Le card più recenti, già basate sulla tecnologia Merlin — il successore di Tiger — continueranno a funzionare normalmente senza alcuna interruzione. Tra i modelli non interessati figurano la smartcard nera inclusa nelle CAM 4K e le tessere verdi presenti nei decoder tivùsat classic più recenti come il TS9018HEVC e il TS9019HEVC.
Un aspetto che merita attenzione riguarda la fascia di utenti potenzialmente colpiti da una sorpresa sgradita: alcuni produttori hanno continuato a commercializzare decoder e CAM con tecnologia Tiger anche in anni relativamente recenti, senza aggiornare il sistema di accesso condizionato. Non è quindi escluso che chi abbia acquistato un apparato tre o quattro anni fa si trovi a dover fare i conti con la dismissione in anticipo rispetto alle proprie aspettative.
Per verificare in anticipo se la propria card è coinvolta e quando avverrà lo spegnimento, tivùsat ha reso disponibile uno strumento sul proprio sito ufficiale: inserendo il numero seriale della card è possibile conoscere la data programmata per la disattivazione, senza attendere la comunicazione ufficiale. L’azienda ha comunque assicurato che tutti gli utenti registrati riceveranno una comunicazione personalizzata con congruo anticipo rispetto alla disattivazione della propria card.
Una volta che la card Tiger viene spenta, il decoder non smette di funzionare completamente: continuerà a ricevere i canali trasmessi in chiaro in modalità free to air. Tuttavia, non sarà più in grado di decriptare i canali codificati, che rappresentano circa la metà dei 130 canali del bouquet tivùsat. Per chi voglia continuare a fruire dell’intero pacchetto, l’unica soluzione percorribile è l’acquisto di un nuovo decoder o di una nuova CAM compatibili con la tecnologia Merlin, accompagnati dall’apposita smartcard.
Sul fronte di un eventuale programma di agevolazioni o “rottamazione” con incentivi, le prospettive appaiono poco incoraggianti. Tivùsat non vende direttamente l’abbinamento card-decoder e ha rimandato ai produttori la responsabilità di strutturare eventuali iniziative, riconoscendo però che l’operazione risulta economicamente complicata anche per loro: a differenza degli smartphone ricondizionati, un vecchio decoder tivùsat permutato non ha praticamente alcun valore residuo di mercato. Per una fetta consistente degli utenti della piattaforma, il messaggio è dunque chiaro: per non perdere metà dei canali disponibili sarà necessario investire in nuovo hardware. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
