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Nazionale, si apre il dopo Gattuso: Conte, Mancini e Guardiola i nomi per la panchina azzurra

Dopo l’eliminazione ai rigori contro la Bosnia, la FIGC avvia le consultazioni per il nuovo CT. Conte, Mancini e Guardiola i profili al vaglio.

L’Italia è fuori dal Mondiale per la terza volta consecutiva. La Nazionale di Gennaro Gattuso, rimasta in dieci per oltre un tempo dopo l’espulsione di Alessandro Bastoni, è stata eliminata dalla Bosnia ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari. A nulla è valso il gol di Moise Kean: gli errori dal dischetto di Sebastiano Esposito e Bryan Cristante hanno sancito un’altra esclusione traumatica dal torneo iridato.

A caldo, Gattuso ha parlato di “mazzata enorme” e ha chiesto scusa in lacrime. Il clima in casa azzurra è da resa dei conti: la FIGC è chiamata a decisioni immediate sul futuro della panchina. Il presidente Gabriele Gravina ha fissato per il primo pomeriggio una riunione informale con le componenti rappresentate nel Consiglio federale, alla quale parteciperanno i presidenti di Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, AIC e AIAC.

Non è ancora il momento delle scelte definitive, ma i nomi sul tavolo sono già chiari. Il primo è quello di Antonio Conte, che offre il profilo del rifondatore. L’allenatore salentino ha già guidato la Nazionale tra il 2014 e il 2016, portandola a un Europeo giocato al di sopra delle aspettative. La sua storia recente, con lo scudetto all’Inter e il titolo conquistato col Napoli che lo ha reso il primo tecnico capace di vincere la Serie A con tre club diversi, lo accredita come garanzia di competitività immediata. Il suo calcio è fatto di organizzazione estrema, 3-5-2 aggressivo e totale adesione mentale: l’ideale per una squadra ferita che deve tornare subito credibile, pur con il rischio di attriti con la struttura federale.

L’altro nome forte è quello di Roberto Mancini, legato alla memoria del periodo più luminoso della Nazionale recente: l’Europeo vinto nel 2021 e la lunga striscia di risultati utili consecutivi che avevano restituito prestigio all’Italia. Mancini conosce l’ambiente federale, sa lavorare sul gruppo e ha dimostrato di saper valorizzare un parco giocatori non necessariamente composto da fuoriclasse, ma tecnicamente duttile. Un suo ritorno, tuttavia, porterebbe con sé il peso simbolico della mancata qualificazione a Qatar 2022, tema tutt’altro che secondario in Federazione.

L’ipotesi più ambiziosa è quella di Pep Guardiola. Il tecnico catalano, reduce dal ciclo storico al Manchester City, ha dichiarato in più occasioni il proprio interesse ad allenare una nazionale nel medio periodo. La sua presenza trasformerebbe la Nazionale in un laboratorio tattico di altissimo livello, con un impatto mediatico e commerciale enorme, ma con incognite significative sui costi, sulla compatibilità con i tempi di lavoro ridotti di una selezione e sulla struttura del movimento calcistico italiano.

La scelta del nuovo commissario tecnico non è solo una questione sportiva, ma un atto politico che definirà la direzione del calcio italiano. Optare per Mancini significherebbe riconciliarsi con il passato recente, rivendicando l’idea di un progetto interrotto più che fallito. Conte rappresenta la risposta più coerente con l’urgenza di rimettere in piedi una squadra competitiva in tempi brevi. Guardiola è il sogno che proietterebbe l’Italia fuori dalla propria zona di comfort. Molto dipenderà dal budget disponibile, dalle tempistiche e dalla volontà della FIGC di accettare un allenatore fortemente autonomo nelle scelte tecniche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!