Le Città con più alberi in Italia, la Classifica dell’ISTAT

Il rapporto Istat sul Verde Urbano fotografa un’Italia a due velocità, dove alcune città investono con successo nel patrimonio arboreo per contrastare caldo e inquinamento, mentre altre restano ancora indietro.

Con estati sempre più torride e centri urbani messi alla prova dal fenomeno delle isole di calore, il patrimonio arboreo diventa un indicatore decisivo della qualità della vita nelle città italiane. L’ultimo rapporto Istat sul Verde Urbano offre una fotografia dettagliata e aggiornata, basata non sul numero assoluto di alberi ma sul rapporto tra piante censite e abitanti, parametro che restituisce con maggiore precisione la reale incidenza del verde nella quotidianità dei cittadini.

A dominare la classifica nazionale è Modena, che si conferma la città più verde d’Italia con 117,4 alberi ogni 100 abitanti, un dato che supera ampiamente la soglia simbolica di un albero per residente. Alle sue spalle si colloca Trieste, con 113,7 alberi ogni 100 abitanti, confermando il forte legame tra qualità ambientale e vivibilità urbana. Sul terzo gradino del podio si posiziona Cremona, che raggiunge quota 107,5 alberi ogni 100 abitanti, consolidando una tradizione di attenzione alla cura del territorio e degli spazi pubblici.

A ridosso del podio si trova Mantova, con 94,2 alberi ogni 100 abitanti, dato che evidenzia una distribuzione capillare del verde nei parchi e nei giardini urbani. Subito dopo emerge Brescia, con 86,9 alberi ogni 100 abitanti, esempio di equilibrio tra sviluppo urbano e sostenibilità ambientale. Più staccata ma comunque significativa è la presenza di Cosenza, unica città del Sud nella top ten, con 70,6 alberi ogni 100 abitanti, un risultato che rappresenta un’eccezione virtuosa nel panorama meridionale.

La graduatoria prosegue con Reggio Emilia, che registra 60 alberi ogni 100 abitanti, confermando il modello emiliano di gestione del verde pubblico, e con Varese, a quota 57,1 alberi ogni 100 abitanti, che ribadisce la propria storica identità di “città giardino”. Chiude la parte alta della classifica Forlì, con 45,3 alberi ogni 100 abitanti, seguita da Torino, decima con 42,7 alberi ogni 100 abitanti, un risultato rilevante per una grande città metropolitana.

Il quadro che emerge dai dati Istat evidenzia come la presenza di alberi non sia soltanto un elemento estetico, ma una componente strutturale nella lotta al cambiamento climatico urbano. Le aree cittadine, infatti, tendono ad accumulare calore a causa di superfici come asfalto e cemento, che assorbono energia durante il giorno e la rilasciano nelle ore notturne, impedendo un naturale raffreddamento dell’aria. Questo fenomeno, noto come isola di calore urbana, è aggravato dall’elevata densità edilizia, dalla ridotta ventilazione dovuta all’effetto canyon dei palazzi e dall’uso diffuso di sistemi di climatizzazione.

In questo contesto, gli alberi svolgono un ruolo cruciale. Oltre a fornire ombra e a ridurre la temperatura percepita grazie al rilascio di umidità, contribuiscono in modo significativo al miglioramento della qualità dell’aria. Le diverse specie arboree sono infatti in grado di assorbire inquinanti come particolato fine, ossidi di azoto, ozono e biossido di zolfo, con effetti positivi sulla salute pubblica, in particolare per quanto riguarda le patologie respiratorie e cardiovascolari.

Gli esperti concordano da tempo sulla necessità di ripensare l’urbanistica in chiave sostenibile, puntando su una maggiore integrazione del verde nelle città. L’utilizzo di materiali riflettenti per ridurre l’assorbimento del calore e la creazione di nuove aree verdi rappresentano strategie fondamentali per rendere gli spazi urbani più resilienti e vivibili. I dati Istat dimostrano che alcune città italiane hanno già intrapreso con successo questa strada, offrendo modelli replicabili in un contesto climatico sempre più complesso. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!