Dopo quasi quattro mesi e mezzo trascorsi sotto il dominio pressoché continuo dell’alta pressione, interrotto soltanto da brevi e irregolari parentesi instabili, lo scenario atmosferico europeo potrebbe finalmente cambiare volto. Le elaborazioni dei principali modelli indicano infatti un progressivo arretramento dell’anticiclone nei primi giorni di ottobre, quando le correnti atlantiche tenterebbero di aprirsi un varco verso il Mediterraneo riportando sull’Italia perturbazioni organizzate, piogge più diffuse e temperature maggiormente in linea con il calendario. Si tratta ancora di una tendenza con un’attendibilità media, ma i segnali stanno diventando più consistenti rispetto alle precedenti emissioni.
Il primo cedimento tra il 2 e il 4 ottobre
La prima fase del cambiamento potrebbe concretizzarsi tra venerdì 2 e domenica 4 ottobre, con l’ingresso di una saccatura atlantica sull’Europa occidentale e il contemporaneo indebolimento dell’alta pressione sul Mediterraneo. Le precipitazioni raggiungerebbero inizialmente il Nord, coinvolgendo soprattutto Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, per poi estendersi alle regioni centrali affacciate sul Tirreno, in particolare Toscana, Umbria occidentale e Lazio. In questa fase non è ancora possibile definire con precisione intensità e distribuzione dei fenomeni, ma la configurazione potrebbe favorire piogge più estese e persistenti rispetto ai temporali isolati osservati nelle ultime settimane.
Il passaggio perturbato sarebbe accompagnato anche da una rotazione dei venti dai quadranti occidentali e da una graduale diminuzione delle temperature, inizialmente più evidente al Nord e sulle regioni tirreniche. Non si tratterebbe necessariamente di un’irruzione fredda, ma dell’avvio di una circolazione decisamente più dinamica, con il caldo anomalo destinato a perdere terreno e l’autunno pronto a manifestarsi in maniera più convincente.
Una seconda offensiva potrebbe colpire tra il 7 e il 10 ottobre
Dopo una possibile pausa, il cambiamento più importante potrebbe arrivare tra mercoledì 7 e sabato 10 ottobre, quando l’anticiclone rischierebbe di arretrare ulteriormente lasciando spazio a un vortice depressionario sul Mediterraneo. Questa seconda fase avrebbe le potenzialità per coinvolgere progressivamente anche il Centro adriatico e parte del Sud, con piogge, rovesci, temporali e un calo termico più esteso, sebbene traiettoria e intensità della depressione restino ancora da determinare.
La distanza temporale impone prudenza, perché piccoli spostamenti del vortice potrebbero modificare sensibilmente le regioni maggiormente interessate: un ingresso occidentale favorirebbe soprattutto Nord e versante tirrenico, mentre una traiettoria più centrale porterebbe il maltempo anche lungo l’Adriatico e successivamente al Mezzogiorno. Il segnale più rilevante, tuttavia, riguarda il possibile superamento del lungo schema anticiclonico che ha dominato l’estate e buona parte di settembre, aprendo una fase più instabile e piovosa proprio nel cuore del Mediterraneo.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
