Una tempesta lenta e insidiosa ha colpito per due giorni il Nord-Est degli Stati Uniti, spingendo l’acqua dell’Atlantico dentro quartieri, abitazioni e attività commerciali. Il bilancio comprende una vittima a New York, decine di migliaia di utenze ancora senza corrente, alberi abbattuti e gravi disagi ai trasporti. E lungo le coste l’allarme non è ancora completamente rientrato.
Il potente nor’easter ha investito soprattutto il New Jersey, New York, Long Island e il Connecticut, accompagnato da piogge torrenziali, raffiche di vento e mareggiate. Nella mattinata di domenica 27 settembre oltre 130mila abitazioni e attività commerciali risultavano prive di elettricità nel Nord-Est e negli Stati del Medio Atlantico, secondo i dati raccolti da PowerOutage.us. Le interruzioni più estese si sono concentrate lungo la costa del New Jersey, a Long Island e nelle contee costiere del Connecticut.
La tempesta ha avuto anche conseguenze mortali. Sabato 26 settembre Leighton Brown, dipendente di 56 anni della New York City Housing Authority, è stato colpito da un albero caduto mentre attraversava un parcheggio del complesso residenziale Cypress Hills Houses, nel quartiere East New York di Brooklyn. Trasportato al Brookdale Hospital, è morto poco dopo. L’incidente è avvenuto mentre sulla città soffiavano forti raffiche, ma le autorità non hanno ancora stabilito ufficialmente se sia stato proprio il vento a provocare il cedimento dell’albero. Altre quattro persone, tra cui alcuni bambini, sono rimaste ferite in un distinto episodio avvenuto in un parco di Brooklyn.
A Long Island numerosi alberi sono stati sradicati o spezzati, danneggiando case e automobili, bloccando le strade e trascinando a terra pali e linee elettriche. Nel New Jersey il problema principale è stato invece rappresentato dalle ripetute inondazioni costiere. A Sea Bright, stretta tra l’Atlantico e il fiume Shrewsbury, ogni nuova alta marea ha riportato l’acqua nelle strade e negli edifici già colpiti. I soccorritori hanno recuperato anche una donna e il suo cane rimasti intrappolati in automobile. In alcune zone dello Stato sono caduti da venerdì oltre 100 millimetri di pioggia, ai quali si è sommata l’acqua spinta verso terra dal vento: una combinazione che, secondo alcuni residenti, ha prodotto gli allagamenti più gravi dell’ultimo decennio.
A New York l’acqua ha invaso diverse strade del quartiere Howard Beach, mentre nel New Jersey sono stati segnalati scantinati, garage, negozi e porti turistici sommersi. A Surf City alcune imbarcazioni e moto d’acqua sarebbero state strappate dagli ormeggi o sollevate dalle strutture di rimessaggio. Le immagini delle onde contro le barriere e delle strade percorse in kayak hanno inevitabilmente richiamato alla memoria l’uragano Sandy del 2012, anche se l’intensità e i danni di questa tempesta restano molto inferiori.
Il nor’easter non è un uragano, ma un sistema di bassa pressione tipico della costa orientale statunitense, chiamato così per i forti venti nord-orientali che può generare. In questo caso il movimento particolarmente lento della perturbazione ha prolungato l’esposizione delle coste alle onde e alle maree. Domenica mattina il centro della tempesta si trovava appena a sud di Long Island e a est del New Jersey settentrionale. Bob Oravec, meteorologo del National Weather Service, aveva spiegato che il vortice avrebbe continuato a ruotare sulla stessa area per circa altre 24 ore, indicando nel vento forte e nelle inondazioni da alta marea gli effetti più pericolosi.
Il sistema ha iniziato a indebolirsi nella notte, ma le autorità del New Jersey e di New York hanno avvertito che l’alta marea di lunedì 28 settembre potrebbe causare nuovi allagamenti nelle località più vulnerabili. Restano inoltre possibili rovesci intensi tra il New Jersey settentrionale, New York City, Long Island e il New England meridionale. La FEMA ha rafforzato il livello operativo dei centri di coordinamento nelle regioni interessate e predisposto squadre nel New England per intervenire in caso di nuove interruzioni estese della rete elettrica.
Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti. Centinaia di voli sono stati cancellati o ritardati lungo la costa orientale: al Boston Logan International Airport, secondo la Massachusetts Port Authority, le cancellazioni avevano superato quota 250 già entro la tarda mattinata di domenica, mentre le raffiche raggiungevano i 64 chilometri orari. Il maltempo ha inoltre provocato sospensioni ferroviarie e difficoltà alla circolazione sulle strade costiere, molte delle quali sono rimaste impraticabili a causa dell’acqua, degli alberi caduti e dei cavi elettrici abbattuti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
