Meteo, l’autunno può irrompere con violenza: ecco le date da monitorare per l’arrivo del Freddo

Tutto dipenderà dalla traiettoria della grande depressione fredda: basterà un piccolo spostamento per cambiare completamente il destino meteorologico dell’Italia.

Il mese di ottobre si apre con un volto ingannevole. Sull’Italia il caldo anomalo continuerà a dominare ancora per alcuni giorni, soprattutto nelle ore centrali, ma dietro questa parentesi quasi estiva iniziano a comparire segnali di un cambiamento ben più radicale. Le proiezioni a lunga scadenza delineano infatti una possibile discesa di aria artica verso l’Europa e il Mediterraneo durante la seconda decade del mese, con un passaggio repentino dalle temperature sopra la media a una fase decisamente fredda e instabile.

Tra mercoledì 30 settembre e i primi giorni di ottobre le temperature massime rimarranno ampiamente superiori alle medie stagionali. Nelle ore pomeridiane diverse località del Sud, della Sicilia e della Sardegna potranno ancora superare i 30°C, prolungando una fase calda che avrà ben poco di autunnale.

La situazione sarà però molto diversa durante la notte e nelle prime ore del mattino. Con cieli spesso sereni, ventilazione debole e giornate ormai sensibilmente più corte, le inversioni termiche favoriranno un rapido raffreddamento degli strati d’aria più vicini al suolo. Ne deriverà una marcata escursione termica tra giorno e notte: pomeriggi quasi estivi, ma risvegli decisamente più freschi soprattutto nelle vallate, nelle pianure interne e nelle conche riparate dal vento.

Un primo segnale di cambiamento potrebbe manifestarsi tra lunedì 5 e domenica 11 ottobre. Una goccia fredda proveniente dall’Europa orientale potrebbe avvicinarsi all’Italia e provocare un peggioramento soprattutto sulle regioni settentrionali. La sua traiettoria rimane ancora incerta, perché queste piccole strutture depressionarie possono modificare rapidamente direzione e intensità, ma l’eventuale ingresso dell’aria più fresca da est avverrebbe sopra territori precedentemente riscaldati.

Proprio il contrasto tra la massa d’aria calda già presente e quella più fredda in arrivo potrebbe alimentare rovesci e temporali localmente intensi. Al momento non è ancora possibile individuare le regioni maggiormente esposte né stimare accumuli e intensità dei fenomeni, ma il Nord Italia appare l’area con le maggiori probabilità di assistere al primo cedimento dell’alta pressione.

La vera svolta tra l’11 e il 20 ottobre

Il cambiamento più importante viene collocato nella seconda decade di ottobre, dunque indicativamente tra l’11 e il 20 del mese. Non si tratterebbe della consueta apertura della porta atlantica, con una successione di perturbazioni provenienti da ovest, bensì di una configurazione molto più particolare e potenzialmente brusca.

L’alta pressione potrebbe spostare il proprio asse verso l’Europa occidentale e l’Atlantico, lasciando libero un corridoio attraverso il quale una vasta area depressionaria fredda, inizialmente posizionata sull’Europa settentrionale, avrebbe la possibilità di estendersi verso sud. La massa d’aria potrebbe così raggiungere l’Europa centrale e, successivamente, il bacino del Mediterraneo.

Se questa evoluzione venisse confermata, l’Italia potrebbe essere investita da un’irruzione artica decisamente anticipata rispetto al calendario. Il passaggio dal caldo anomalo di inizio ottobre a temperature nettamente più basse potrebbe avvenire in pochi giorni, accompagnato da un rinforzo della ventilazione e da una crescente instabilità atmosferica.

La posizione esatta della depressione sarà determinante. Una traiettoria più orientale potrebbe lasciare l’Italia ai margini della fase più fredda, mentre uno spostamento maggiormente occidentale porterebbe l’aria artica direttamente verso il Mediterraneo centrale. In quest’ultimo caso il contrasto con le acque ancora molto calde dei mari italiani potrebbe fornire ulteriore energia alle perturbazioni, aumentando il rischio di piogge intense, temporali organizzati e fenomeni localmente violenti.

Quella compresa tra l’11 e il 20 ottobre resta una tendenza a lunga scadenza e non una previsione definitiva per singole regioni. Il segnale da seguire, tuttavia, è chiaro: dopo settimane dominate dalle temperature sopra la media, la circolazione atmosferica europea potrebbe riorganizzarsi e aprire improvvisamente la strada a una fase molto più fredda, dinamica e pienamente autunnale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it