L’autunno potrebbe cambiare passo proprio all’inizio della seconda decade di ottobre. Lo scenario elaborato dal modello ECMWF, aggiornato alle 00 UTC di giovedì 1° ottobre, propone infatti una lunga fase instabile caratterizzata da due distinti impulsi perturbati: il primo destinato ad attraversare gran parte del Centro-Nord tra l’8 e il 10 ottobre, il secondo capace di concentrare precipitazioni molto intense sulle regioni nordorientali tra domenica 11 e lunedì 12. Successivamente l’instabilità scivolerebbe verso il Centro-Sud e le due Isole maggiori.
Il peggioramento entra da ovest tra l’8 e il 9 ottobre
La prima perturbazione dovrebbe raggiungere l’Italia da ovest tra mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre. Entro il pomeriggio di giovedì le piogge interesserebbero soprattutto Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia, estendendosi progressivamente verso l’Emilia occidentale e l’alta Toscana.
In questa fase iniziale gli accumuli nelle 24 ore risulterebbero generalmente compresi tra 10 e 30 millimetri, con punte fra 30 e 45 millimetri sui rilievi alpini e prealpini occidentali, sulla Liguria e lungo i settori esposti dell’Appennino ligure. Le precipitazioni più organizzate arriverebbero dal Mar Ligure, dove il flusso umido alimenterebbe rovesci persistenti diretti verso la costa e l’entroterra.
Tra la serata di giovedì 8 e la giornata di venerdì 9 ottobre il peggioramento entrerebbe nella fase più estesa. Le piogge coinvolgerebbero Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, mentre una seconda fascia particolarmente attiva attraverserebbe Liguria, Toscana, Umbria e Lazio, raggiungendo anche la Campania.
Liguria e alta Toscana potrebbero ricevere dai 30 ai 50 millimetri in 24 ore, con locali massimi prossimi ai 60 millimetri tra Levante ligure e rilievi appenninici. Precipitazioni abbondanti sono previste anche sui settori occidentali e interni del Lazio, dove gli accumuli potrebbero attestarsi fra 30 e 50 millimetri, raggiungendo localmente i 50-60 millimetri. Piogge moderate, generalmente comprese tra 15 e 40 millimetri, interesserebbero Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria e parte del Nord-Est.
Sulla Campania, soprattutto nei settori settentrionali e lungo la fascia tirrenica, sono attesi accumuli di 10-30 millimetri. Sardegna, Calabria e Sicilia rimarrebbero inizialmente ai margini della parte più intensa, pur con piogge sparse e qualche rovescio.
Sabato 10 ottobre il maltempo si sposta verso Nord-Est
Tra la notte e la mattinata di sabato 10 ottobre il nucleo principale della perturbazione dovrebbe avanzare verso levante. Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale andrebbero incontro a una graduale attenuazione delle precipitazioni, mentre il maltempo insisterebbe maggiormente su Veneto orientale e Friuli-Venezia Giulia.
Sul Nord-Est gli accumuli nelle 24 ore potrebbero raggiungere diffusamente i 30-60 millimetri. Le precipitazioni più forti sono previste sul Friuli-Venezia Giulia, in particolare tra pianura orientale, Carso, Prealpi Giulie e confine sloveno, dove non si escludono valori locali di 60-80 millimetri. Piogge moderate interesserebbero anche il Veneto, soprattutto nelle province settentrionali e orientali, mentre fenomeni più irregolari coinvolgerebbero Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna.
Sul Centro Italia continuerebbero a verificarsi rovesci tra Toscana, Umbria e Lazio, con accumuli generalmente compresi tra 10 e 30 millimetri e locali punte superiori sui settori tirrenici. La Campania sarebbe ancora raggiunta da precipitazioni sparse, mentre su gran parte del versante adriatico centro-meridionale i fenomeni apparirebbero più discontinui.
Tra domenica 11 e lunedì 12 il passaggio più intenso
Domenica 11 ottobre non emergerebbe una vera stabilizzazione. Una nuova intensificazione delle precipitazioni prenderebbe forma lungo un corridoio esteso dalla Lombardia orientale al Trentino-Alto Adige, al Veneto e soprattutto al Friuli-Venezia Giulia.
La fase più delicata è indicata tra la sera di domenica 11 e la giornata di lunedì 12 ottobre. Sul Friuli-Venezia Giulia le piogge potrebbero diventare molto forti e persistenti, con accumuli di 50-80 millimetri nell’arco di 24 ore e punte localmente vicine ai 100 millimetri sulle aree più orientali e sui rilievi prossimi al confine sloveno. I massimi assoluti della perturbazione rimarrebbero concentrati immediatamente oltre confine, ma anche il territorio italiano potrebbe essere raggiunto da precipitazioni di notevole intensità.
Sul Veneto sono previsti accumuli mediamente compresi tra 20 e 50 millimetri, con valori localmente superiori sulle province settentrionali e orientali. Trentino-Alto Adige e Lombardia orientale riceverebbero generalmente 10-30 millimetri, mentre sull’Emilia-Romagna e sull’alta Toscana le precipitazioni risulterebbero più irregolari, ma ancora capaci di produrre locali accumuli di 20-30 millimetri.
Una fascia di piogge e rovesci potrebbe inoltre estendersi lungo le regioni centrali, interessando Toscana, Umbria e Lazio con fenomeni prevalentemente moderati. Gran parte del Nord-Ovest, invece, rimarrebbe ai margini del secondo impulso, con precipitazioni deboli o assenti tra Piemonte occidentale e Liguria di Ponente.
Martedì 13 ottobre l’instabilità scivola verso il Sud
Nel corso di martedì 13 ottobre il maltempo dovrebbe progressivamente abbandonare il Nord. Le ultime piogge interesserebbero Friuli-Venezia Giulia e alto Adriatico, con intensità in diminuzione, mentre rovesci sparsi attraverserebbero Marche, Abruzzo, Lazio e parte della Campania.
Contemporaneamente aumenterebbe l’instabilità tra Canale di Sardegna, Sicilia e Calabria. Le precipitazioni più consistenti raggiungerebbero la Sicilia orientale e sudorientale, con accumuli di 20-40 millimetri e punte locali di 40-60 millimetri lungo il versante ionico e nel Catanese. Sulla Calabria ionica sarebbero possibili 10-25 millimetri, mentre sulla Sardegna prevarrebbero fenomeni più irregolari, generalmente deboli o moderati.
Nelle prime ore di mercoledì 14 ottobre il Nord apparirebbe ormai in gran parte asciutto. Residui rovesci continuerebbero invece a interessare il medio e basso Adriatico, la Calabria e la Sicilia, prima di una graduale attenuazione. Trattandosi di una previsione spinta fino a quasi due settimane, la posizione esatta dei massimi pluviometrici dovrà essere confermata dai prossimi aggiornamenti, soprattutto sulle regioni nordorientali, dove lo scenario attuale concentra le precipitazioni più intense.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
