Gomme Invernali e Accensione Riscaldamento, tutte le date da sapere

Dal 15 ottobre alle scadenze di primavera: quando accendere i termosifoni, dove valgono gli obblighi invernali e perché il meteo può cambiare le scelte, ma non cancellare le regole.

Il calendario dell’autunno mette davanti a due appuntamenti che riguardano milioni di italiani: l’accensione dei termosifoni e la preparazione dell’auto alla stagione fredda. Quest’anno, però, le prime scadenze si avvicinano mentre il clima resta mite, creando una distanza tra ciò che la normativa consente e ciò che le temperature rendono effettivamente necessario. Per orientarsi occorre distinguere le date previste per ciascuna zona climatica, le disposizioni locali e gli obblighi che interessano le strade percorse.

Per il riscaldamento, il riferimento è il Dpr 74 del 2013, che stabilisce periodi e durata giornaliera di funzionamento degli impianti. La classificazione dei Comuni nelle sei zone climatiche, dalla A alla F, deriva invece dal Dpr 412 del 1993 e considera i “gradi giorno”, un indicatore del fabbisogno di riscaldamento legato alle temperature esterne. La suddivisione riguarda i singoli Comuni: appartenere alla stessa regione o provincia non significa necessariamente avere identiche scadenze, soprattutto dove si passa dalla costa alle aree montuose.

La prima data di riferimento è il 15 ottobre 2026, quando nella zona E sarà possibile avviare gli impianti secondo il calendario ordinario, con un massimo di 14 ore al giorno, fino al 15 aprile 2027. È la fascia che comprende Milano, Torino, Bologna e Venezia, insieme a numerosi Comuni del Nord e dell’Appennino. Come ricorda ENEA, l’apertura della stagione rappresenta una possibilità: l’utilizzo effettivo va regolato secondo le esigenze dell’abitazione, evitando di riscaldare eccessivamente gli ambienti.

Nella zona D, che comprende Roma, Firenze, Genova e Pescara, il periodo ordinario va dal 1° novembre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 12 ore giornaliere. Per la zona C, nella quale rientrano Napoli, Bari e Cagliari, l’accensione è consentita dal 15 novembre 2026 al 31 marzo 2027, fino a 10 ore al giorno.

Le due fasce più miti iniziano entrambe il 1° dicembre 2026, ma hanno limiti differenti. Nella zona B, rappresentata da città come Palermo, Agrigento e Reggio Calabria, il riscaldamento è consentito fino al 31 marzo 2027, per 8 ore giornaliere. Nella zona A, che comprende Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle, il termine arriva prima, il 15 marzo 2027, con 6 ore al giorno. Nella zona F, corrispondente ai Comuni climaticamente più freddi, soprattutto montani, non sono previste limitazioni ordinarie di periodo e durata giornaliera.

Salvo le eccezioni previste per particolari edifici e impianti, nelle zone dalla A alla E il funzionamento si colloca tra le 5 e le 23. Se il freddo rende necessario riscaldare fuori stagione, la normativa consente l’attivazione per una durata non superiore alla metà di quella ordinaria. I sindaci possono inoltre modificare periodi, ore di utilizzo e temperature massime con un’ordinanza motivata: per questo il calendario nazionale va sempre letto insieme alle disposizioni del proprio Comune.

Il fattore meteorologico entra proprio nella scelta di quando utilizzare davvero l’impianto. Il quadro descritto all’inizio di ottobre è caratterizzato da stabilità atmosferica e temperature superiori alle medie, con valori diurni spesso tra 20 e 24 °C: condizioni che possono rendere superflua l’accensione, anche dove il calendario sta per consentirla. Questo non permette, però, di stabilire oggi quale sarà la necessità di riscaldamento a metà mese, né di valutare il comfort di una casa soltanto dalla massima esterna.

Sul fronte delle temperature interne, il limite ordinario previsto dal Dpr 74/2013 per le abitazioni è di 20 °C, con 2 °C di tolleranza. ENEA indica che 19 °C possono essere sufficienti per il comfort domestico e raccomanda manutenzione, regolazione degli impianti e attenzione alle dispersioni. Accendere il riscaldamento quando non serve aumenta consumi ed emissioni; durante le fasi anticicloniche, inoltre, la scarsa ventilazione favorisce l’accumulo degli inquinanti vicino al suolo.

Per l’auto, la scadenza principale è il 15 novembre 2026. La direttiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2013 individua il periodo ordinario delle prescrizioni invernali tra il 15 novembre e il 15 aprile, dunque fino al 15 aprile 2027 per la stagione in arrivo. Occorre però precisare che l’obbligo si applica alle strade e ai tratti individuati dalle ordinanze degli enti proprietari o dei concessionari, con la relativa segnaletica: non riguarda automaticamente ogni strada italiana.

Sui percorsi interessati, la prescrizione prevede pneumatici invernali oppure mezzi antisdrucciolevoli idonei a bordo, come le catene compatibili con il veicolo. La direttiva permette periodi diversi per strade con condizioni climatiche particolari e consente ai Comuni di adottare provvedimenti anche nei centri abitati. Per chi attraversa zone alpine, appenniniche o altri territori soggetti a neve e ghiaccio, conta quindi l’ordinanza del percorso effettivo. Nei periodi e sui tratti regolamentati, motocicli e ciclomotori a due ruote possono circolare soltanto in assenza di neve o ghiaccio sulla strada e di nevicate in corso.

Un’altra data da segnare è il 15 ottobre 2026, che apre la finestra prevista dalla circolare ministeriale 1049 del 17 gennaio 2014 per l’utilizzo stagionale degli pneumatici invernali anche con codice di velocità inferiore a quello prescritto per l’equipaggiamento ordinario, nei limiti consentiti. La finestra termina il 15 maggio 2027 e agevola le operazioni di sostituzione prima e dopo l’inverno. Il 15 maggio riguarda dunque il termine di questa possibilità: gli pneumatici invernali con caratteristiche pienamente conformi alla carta di circolazione possono essere utilizzati anche negli altri mesi, pur restando da valutarne l’adeguatezza alle temperature.

La soglia dei 7 °C, spesso richiamata per scegliere quando montare le gomme termiche, è un riferimento tecnico e non una scadenza di legge. Michelin consiglia gli pneumatici invernali quando le temperature scendono sotto questo valore; con il caldo, la loro mescola può invece usurarsi più rapidamente e risultare meno adatta rispetto a un equipaggiamento estivo. Per chi percorre soprattutto strade ancora miti, programmare la sostituzione vicino all’avvio degli obblighi può essere ragionevole; chi viaggia verso zone fredde deve considerare anche le condizioni del tragitto e le prescrizioni già operative. In ogni caso, una giornata calda non sospende un’ordinanza in vigore. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!