Mentre il maltempo comincia ad allontanarsi dalle regioni settentrionali e insiste ancora su parte del Centro-Sud, l’alta pressione si prepara a riconquistare terreno sull’Italia, riportando giornate più tranquille senza riuscire necessariamente a proteggere tutto il Paese. È proprio questa rimonta, estesa verso l’Europa occidentale e settentrionale, a lasciare aperta la strada alle correnti fredde sul suo bordo orientale, preparando una seconda metà di ottobre nella quale il tempo potrebbe cambiare prima lungo l’Adriatico e al Sud, poi nuovamente da ovest.
Tra lunedì 12 e giovedì 15 ottobre il miglioramento sarà favorito dall’espansione dell’anticiclone, ma sulle regioni centro-meridionali resteranno possibili infiltrazioni fresche nordorientali. Le tendenze aggiornate nella mattinata del 9 ottobre mantengono la possibilità di piogge residue e acquazzoni, soprattutto sui versanti adriatici e ionici, mentre la stabilità dovrebbe consolidarsi più facilmente sulle regioni settentrionali.
Il bollettino dell’Aeronautica Militare, emesso il 9 ottobre, colloca nella settimana 12–18 ottobre precipitazioni inferiori alla media su buona parte del Nord, Toscana, Umbria, Lazio e Sardegna settentrionale. Sul resto del Centro, al Sud e in Sicilia, invece, non emerge un segnale altrettanto netto di scarsità delle piogge; sul piano termico, le Alpi centro-occidentali e la Liguria risultano favorite da condizioni relativamente miti, mentre l’Appennino centro-meridionale e l’interno siciliano possono mantenere temperature leggermente inferiori alla norma.
La parentesi più soleggiata porterà comunque un recupero delle temperature diurne: le previsioni indicano massime generalmente intorno a 20–21 °C sulle pianure settentrionali, circa 20–22 °C al Centro e valori più elevati sulla costa ligure, con circa 24 °C a Genova e punte prossime a 26 °C sul Ponente. Si tratterà di una fase gradevole nelle ore centrali, accompagnata da mattinate più fresche.
Tra il 18 e il 20 ottobre il freddo punta sui Balcani e lambisce l’Italia
Il passaggio da seguire nella seconda metà del mese si colloca soprattutto tra domenica 18 e martedì 20 ottobre. Nello scenario del modello americano GFS, aggiornato nella notte del 9 ottobre, l’aria più fredda scende verso l’Europa orientale e i Balcani, mentre l’Italia si trova lungo il margine occidentale dell’irruzione.
Questo significa che il raffreddamento più intenso resterebbe a est dell’Adriatico, con un coinvolgimento italiano più evidente sulle regioni centro-meridionali e meno incisivo sul Nord-Ovest. Tra la sera del 18 e l’inizio del 20 ottobre, GFS prospetta in parte del Centro-Sud aria con temperature dell’ordine di 2–4 °C inferiori alla media a circa 1.500 metri di quota: un’indicazione di raffreddamento della massa d’aria, che non equivale a un identico calo delle massime nelle città.
Le zone maggiormente esposte a questa circolazione sarebbero il medio e basso Adriatico, quindi soprattutto Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, insieme ai settori meridionali affacciati sullo Ionio. Anche Basilicata, Calabria e Sicilia rientrerebbero nell’area da seguire, con effetti differenti secondo la traiettoria delle correnti e l’eventuale presenza di una depressione sui mari meridionali.
Tra lunedì 19 e mercoledì 21 ottobre, le tendenze aggiornate contemplano rovesci alternati a pause asciutte lungo i versanti adriatici e ionici, accompagnati da ventilazione settentrionale sostenuta. Il resto dell’Italia potrebbe conservare condizioni più stabili e temperature diurne relativamente miti, soprattutto dove resterà efficace la protezione anticiclonica.
Non emerge dunque un’ondata di gelo uniforme sull’intera Penisola: la svolta delineata da GFS riguarda soprattutto una maggiore esposizione del Centro-Sud al freddo orientale, mentre l’intensità dell’irruzione dipenderà da quanto la massa d’aria riuscirà ad avanzare verso ovest.
Intorno al 22 ottobre ECMWF riapre la strada alle perturbazioni
Un secondo cambiamento si profila intorno a giovedì 22 ottobre. Lo scenario di ECMWF, aggiornato il 9 ottobre, prospetta un’estensione della circolazione depressionaria dall’Europa occidentale verso il Mediterraneo centrale, con un coinvolgimento dell’Italia settentrionale e un indebolimento della protezione anticiclonica.
In questa evoluzione tornerebbe a crescere la possibilità di piogge al Nord e sul versante tirrenico, con Liguria, arco alpino e regioni occidentali tra le aree da sorvegliare. L’arrivo di correnti più umide da sudovest favorirebbe un peggioramento diverso dalla precedente infiltrazione orientale, capace di coinvolgere anche territori rimasti ai margini della fase più fresca.
La tendenza dell’Aeronautica Militare per il 19–25 ottobre sostiene una maggiore apertura ai flussi umidi sudoccidentali, ma mantiene precipitazioni complessivamente vicine alla media su gran parte dell’Italia, con un lieve segnale più piovoso sulla Sardegna occidentale e in Basilicata. Per il periodo 26–31 ottobre, compreso nella settimana fino al 1° novembre, emergono indicazioni meno solide di maggiore piovosità soprattutto su Calabria, Sicilia e Gargano.
La seconda metà del mese si presenta quindi movimentata, con una prima insidia fredda proveniente da est e una successiva possibilità di piogge atlantiche; restano ancora da definire l’estensione dei peggioramenti e la loro intensità, senza elementi sufficienti per assegnare accumuli, quote neve o allerte alle singole province.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
