AVS, presentato il programma: dal reddito universale alla cannabis, le dieci proposte che fanno discutere

Reddito universale, cannabis, cittadinanza, affitti e voli: i dieci punti discussi da Avs cambiano regole e servizi. Ma costi, condizioni e attuazione restano il banco di prova.

Mentre il centrosinistra cerca una strada comune per tornare al governo, Alleanza Verdi e Sinistra mette sul tavolo un progetto che entra nelle buste paga, nelle abitazioni, nelle scuole e persino nella scelta del mezzo con cui viaggiare. Le proposte sottoposte alla consultazione promossa dalla formazione di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni delineano un intervento pubblico esteso, accompagnato da nuove prestazioni sociali, cambiamenti nelle politiche migratorie e divieti ambientali. Un’impostazione radicale, sulla quale diventa inevitabile chiedere quanto costerà, come funzionerà e quali conseguenze avrà per cittadini e imprese.

Il percorso si chiama Decidiamo e, come chiarisce Avs nel comunicato che accompagna l’iniziativa, serve a costruire il contributo dell’alleanza al futuro programma del centrosinistra. La votazione delle oltre ottanta proposte selezionate si conclude domenica 18 ottobre 2026, in concomitanza con l’assemblea nazionale di Roma. I dieci punti al centro delle polemiche rappresentano dunque una parte del materiale in discussione: non costituiscono l’intero programma e non sono un accordo già sottoscritto dagli altri partiti dell’opposizione. La distinzione conta, soprattutto per capire quali impegni Bonelli e Fratoianni intendano chiedere agli eventuali alleati.

Il primo punto è il reddito universale di base, presentato nella relativa scheda con un’ambizione che supera la lotta alla povertà. Avs lo considera uno strumento per «scardinare quello che molti teorici definiscono il ricatto del capitalismo», rafforzando la possibilità del lavoratore di rifiutare condizioni di sfruttamento. L’obiettivo dichiarato è aumentare il potere contrattuale delle persone, ma il testo lascia aperte questioni essenziali: non indica l’importo dell’assegno, la platea effettiva, il rapporto con le prestazioni esistenti o il costo complessivo. Sono elementi decisivi per valutare una misura che, definendosi universale, prospetta un cambiamento profondo nel sistema di sostegno al reddito.

Il secondo punto riguarda la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, che nel documento dedicato all’occupazione viene accompagnata dalla previsione di incentivi alle imprese. La promessa è attraente per chi lavora, ma la sua applicazione richiede risposte diverse secondo i settori: ridurre le ore mantenendo lo stipendio impone di capire come conservare la produzione, coprire i turni e distribuire i costi. Un ufficio, una fabbrica e un servizio di assistenza hanno esigenze differenti. Il nodo politico è proprio questo: trasformare un obiettivo condivisibile sul piano della qualità della vita in un meccanismo sostenibile anche per le attività con margini ridotti.

La terza proposta è la legalizzazione della cannabis per gli adulti, con la possibilità di coltivare fino a quattro piante in casa, l’introduzione di cannabis social club senza scopo di lucro e la vendita in esercizi autorizzati. Avs propone un prodotto tracciato e una tassazione pensata per rendere il circuito legale competitivo rispetto al mercato clandestino. La scheda indica inoltre un gettito atteso tra 3 e 7 miliardi di euro l’anno, da destinare a prevenzione, sanità e scuola: una previsione politica, che richiede una verifica delle ipotesi utilizzate. La proposta comporterebbe una svolta nella disciplina della sostanza e rende centrali controlli, tutela dei minori e organizzazione della prevenzione.

Il quarto punto è il sostegno a ius soli e ius scholae, cioè a nuovi percorsi di acquisizione della cittadinanza legati alla nascita sul territorio e alla formazione scolastica. Avs rivendica entrambe le direttrici, ma per valutarne concretamente la portata occorre conoscere requisiti, tempi e condizioni. La cittadinanza riguarda l’appartenenza alla comunità nazionale e l’esercizio dei diritti politici: una riforma di questa importanza deve chiarire quale percorso di integrazione richieda e come ne accerti il compimento. Le due formule, da sole, non esauriscono queste domande.

Il quinto capitolo combina il riconoscimento dei rifugiati climatici, la chiusura dei Cpr e il passaggio a un modello stabile di accoglienza diffusa. Nel documento sulle migrazioni, Avs propone anche l’abolizione della Bossi-Fini e nuovi canali di ingresso legali. L’estensione dell’asilo alle persone costrette a spostarsi per ragioni climatiche richiede criteri precisi per individuare i beneficiari; la chiusura dei Centri di permanenza per i rimpatri impone invece di spiegare come verrebbero gestite le procedure oggi collegate a quelle strutture. L’accoglienza distribuita sul territorio comporta poi responsabilità operative per amministrazioni e servizi locali, che devono trovare posto nel progetto insieme ai principi dichiarati.

Il sesto punto riguarda la casa e contiene una precisazione sostanziale rispetto alla formula sintetica degli “affitti non pagati”: il Fondo nazionale di garanzia proposto da Avs coprirebbe i canoni insoluti per morosità incolpevole, con l’intento dichiarato di tutelare anche il proprietario. Restano da definire dotazione, accesso e tempi dei rimborsi. A questo intervento si affiancano il contrasto agli affitti ultra-brevi, maggiori poteri comunali di regolazione delle locazioni turistiche nelle aree sotto pressione e un sistema nazionale di calmierazione dei canoni. Qui il confronto riguarda anche l’equilibrio tra diritto all’abitare, disponibilità degli alloggi e possibilità dei proprietari di ottenere un rendimento dall’immobile.

La settima proposta è quella dei mezzi pubblici gratuiti per gli under 30, inserita in un abbonamento unico nazionale utilizzabile su autobus, tram, metropolitane, treni regionali e servizi di sharing. La scheda prevede tariffe ridotte per ultrasessantacinquenni e persone con redditi bassi, oltre all’aumento del Fondo nazionale trasporti da 5,3 a 8 miliardi annui entro il 2029, collegando le risorse aggiuntive all’incremento delle corse. È un’indicazione finanziaria concreta, che deve però accompagnarsi alla valutazione del costo della gratuità e della capacità delle reti di sostenere la domanda. Per un giovane che vive in un comune poco servito, la frequenza dei collegamenti pesa quanto il prezzo del biglietto.

L’ottavo punto introduce lo stop ai voli interni quando esiste un treno diretto che impiega meno di tre ore, con esclusione delle isole. La condizione ferroviaria e l’eccezione insulare sono parti essenziali della proposta. Avs affianca al divieto nuovi prelievi sul trasporto aereo, destinandone il gettito al potenziamento del ferro. La scelta solleva una questione pratica: il confronto tra aereo e treno deve considerare anche coincidenze aeroportuali, affidabilità, disponibilità dei posti e costo del viaggio. Un limite imposto per legge richiede alternative effettivamente utilizzabili da chi si sposta per lavoro o deve proseguire verso altre destinazioni.

Gli ultimi due punti riguardano propaganda fascista e scuola. Avs vuole una legge contro la propaganda dei regimi fascista e nazista, comprendendo i gadget, e una norma che renda punibile il saluto romano nelle manifestazioni pubbliche senza dover dimostrare la ricostituzione del partito. Propone inoltre lo scioglimento entro novanta giorni delle organizzazioni che si richiamano al fascismo. Quanto alle lezioni di Resistenza in ogni classe, il testo le colloca insieme a Costituzione e Shoah, ogni anno, nelle 33 ore di educazione civica. Sul primo versante servirà una formulazione rigorosa delle condotte sanzionate; sul secondo, contenuti e metodo didattico dovranno assicurare approfondimento storico e qualità dell’insegnamento.

Dall’insieme emerge un progetto che assegna allo Stato maggiori compiti di finanziamento, regolazione e controllo, chiedendo cambiamenti rilevanti a imprese, proprietari e utenti dei servizi. È su costi, criteri e applicazione che queste proposte devono ora misurarsi. La consultazione può individuare le priorità degli elettori di Avs; trasformarle in un programma di governo richiederà scelte verificabili e un’intesa politica con gli alleati. Perché promettere più prestazioni e introdurre nuovi obblighi significa assumersi anche la responsabilità di spiegare chi li finanzierà e come verranno attuati. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!