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Carta acquisti 2026, scattano i nuovi limiti Isee: ecco chi può fare domanda

Dal 1º gennaio 2026 la Carta Acquisti rinnovata fissa nuovi limiti ISEE: 8.230,81 euro per minori sotto i 3 anni e per anziani 65-70 anni, 10.974,42 euro di reddito massimo per over 70.

Il programma Carta Acquisti viene rinnovato anche per l’anno 2026, confermando l’impegno del Governo nel fornire sostegno concreto alle fasce più fragili della popolazione italiana. I cittadini con almeno 65 anni e i genitori di bambini sotto i tre anni potranno continuare a ricevere un contributo di 80 euro ogni due mesi per coprire spese alimentari, sanitarie e il pagamento delle bollette di luce e gas. A partire dal 1º gennaio 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso disponibili i moduli per richiedere il beneficio presso gli uffici postali, mentre i limiti ISEE e reddituali sono stati rideterminati in base all’inflazione ISTAT, rappresentando un aggiornamento significativo rispetto all’anno precedente.

La Carta Acquisti rappresenta uno strumento introdotto nel 2008 e rappresenta uno dei principali interventi di sostegno al reddito per le persone meno abbienti, affrontando direttamente il fenomeno del caro prezzi che interessa sia i generi alimentari che le bollette energetiche. Nel corso del 2025, il programma ha raggiunto 351 mila beneficiari, di cui oltre 156 mila anziani e circa 195 mila bambini, con un totale di 135 milioni di euro distribuiti nel solo anno. Dall’avvio del programma, i fondi complessivamente erogati sfiorano i 2,3 miliardi di euro, testimoniando l’importanza e la continuità di questa misura nel panorama delle politiche sociali italiane.

I nuovi limiti ISEE per il 2026

I criteri di accesso alla Carta Acquisti per il 2026 sono stati aggiornati in conformità alla perequazione automatica legata all’inflazione, determinando soglie più elevate rispetto all’anno precedente. Per i bambini sotto i tre anni, il limite massimo dell’indicatore ISEE è stato fissato a 8.230,81 euro, una soglia identica a quella prevista per i cittadini compresi nella fascia di età tra i 65 e i 70 anni, i quali devono inoltre rispettare un limite di reddito complessivo annuo non superiore a 8.230,81 euro. Diversamente, per gli ultrasettantenni, il valore ISEE rimane fissato a 8.230,81 euro, ma l’importo complessivo dei redditi comunque percepiti può raggiungere un massimo di 10.974,42 euro annui, una differenza che riconosce le diverse condizioni economiche della popolazione anziana.

Questi aumenti, sebbene apparentemente significativi, seguono il principio della perequazione automatica e garantiscono che il sostegno sia proporzionato all’andamento del costo della vita. Tuttavia, l’accesso al beneficio non dipende esclusivamente dai limiti ISEE e reddituali. Il Governo ha mantenuto una serie di criteri restrittivi relativi al patrimonio e ai beni posseduti, proprio per focalizzare l’aiuto su coloro che ne hanno effettivamente più bisogno.

I criteri di esclusione dal beneficio

Per ottenere la Carta Acquisti, i richiedenti devono rispettare condizioni stringenti relative al possesso di beni e immobili. Non possono accedere al programma coloro che risultino intestatari di più di un’utenza elettrica domestica, di una o più utenze elettriche non domestiche, oppure titolari di più di due utenze del gas. Queste limitazioni mirano a escludere dal beneficio coloro che dispongono di immobili secondari o strutture commerciali, in quanto indicativi di una situazione patrimoniale più agiata.

Anche la proprietà immobiliare è sottoposta a vincoli specifici. Non possono beneficiare della Carta coloro che sono proprietari, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo. Il medesimo criterio esclude anche i proprietari di una quota superiore o uguale al 10% di immobili non destinati all’uso abitativo, inclusi quelli ubicati all’estero o rientranti nella categoria catastale C7. Tale rigore nelle valutazioni patrimoniali è coerente con l’obiettivo di identificare con precisione i soggetti veramente bisognosi. Inoltre, non possono accedere al programma i titolari di un patrimonio mobiliare, come risultante dalla dichiarazione ISEE, superiore a 15 mila euro, né coloro che sono proprietari di più di due autoveicoli.

Procedure di richiesta e documentazione necessaria

La domanda per la Carta Acquisti è completamente gratuita per gli aventi diritto e deve essere presentata presso gli uffici postali del territorio nazionale utilizzando gli appositi moduli pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul sito mef.gov.it, nonché disponibili sui siti dell’INPS, di Poste Italiane e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il richiedente deve portare con sé la documentazione attestante il possesso dei requisiti, in particolare l’originale e una fotocopia del documento d’identità valido, oltre a un’attestazione ISEE in corso di validità. È ammessa anche la presentazione di una fotocopia dell’attestazione, purché provvisoria e rilasciata da un Centro di Assistenza Fiscale abilitato.

Per i cittadini ultrasessantacinquenni che intendano designare una persona delegata come titolare della carta, è necessario allegare anche il documento d’identità originale e una fotocopia del documento della persona designata. Una volta compilato il modulo in ogni sua parte, la presentazione presso l’ufficio postale avvia il procedimento di valutazione della domanda, il quale non prevede una data precisa di conclusione ma generalmente si completa entro trenta giorni dalla presentazione.

Il rinnovo automatico per i beneficiari attuali

Una delle disposizioni più rilevanti introdotte per il 2026 riguarda il rinnovo automatico della prestazione. I beneficiari che già percepiscono la Carta Acquisti e che continuano a rispettare i requisiti previsti dal programma non dovranno presentare alcuna nuova richiesta. L’accredito bimestrale di 80 euro continuerà a essere versato automaticamente sulla carta elettronica associata al programma, senza necessità di intervento da parte del titolare. Questa disposizione rappresenta un semplificazione amministrativa significativa, riducendo i tempi di attesa e le procedure burocratiche per coloro che già usufruiscono del beneficio.

È tuttavia consigliabile che i beneficiari mantengano aggiornata la propria situazione ISEE presso i competenti organismi, poiché qualsiasi variazione nella composizione del nucleo familiare, nei redditi dichiarati o nella situazione patrimoniale potrebbe incidere sulla continuazione del beneficio. Nel caso in cui le condizioni economiche si modifichino in peggioramento, è opportuno verificare tempestivamente se sussistano ancora i criteri di esclusione relativi al patrimonio.

Usi ammessi e vantaggi collaterali

La somma accreditata bimestralmente sulla Carta Acquisti, pari a 80 euro, può essere utilizzata esclusivamente per spese considerate essenziali e finalizzate al sostentamento del nucleo familiare. L’acquisto di beni alimentari presso negozi e supermercati convenzionati al programma costituisce la finalità principale, seguita da spese di natura sanitaria e farmaceutica, quali l’acquisto di medicinali e prodotti parafarmaceutici presso farmacie abilitate. Un’ulteriore destinazione consentita è il pagamento delle bollette relative alle utenze di luce e gas, contribuendo così direttamente a coprire i costi energetici domestici.

Al di là del contributo diretto, la Carta Acquisti offre vantaggi ulteriori ai beneficiari. Chi la possiede può accedere a sconti specifici presso gli esercizi commerciali convenzionati con il programma che espongono il simbolo ufficiale della Carta Acquisti nelle vetrine, contribuendo a incrementare ulteriormente il potere d’acquisto disponibile. Inoltre, il possesso della Carta consente di accedere direttamente alla tariffa elettrica agevolata, una misura che assicura condizioni di fornitura energetica più vantaggiose per i soggetti in condizione di povertà energetica.

Calendario delle ricariche e tempistiche di accredito

Le ricariche della Carta Acquisti avvengono con cadenza bimestrale, sempre nei mesi di gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre di ogni anno. Sebbene non esista una data ufficiale e univoca di pagamento, le ricariche sono generalmente accreditate tra il 3 e l’8 del mese di riferimento, con possibili variazioni dovute ai tempi di lavorazione tra l’INPS e Poste Italiane. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale autorizza e libera le somme destinate al bimestre in corso, mentre Poste Italiane provvede successivamente all’accredito materiale sulla carta di ciascun beneficiario.

È importante sottolineare che in alcuni casi le ricariche avvengono in due tranches successive, per cui beneficiari che non risultassero inclusi nel primo giro di pagamenti non devono preoccuparsi. Qualora i requisiti di accesso siano mantenuti e il diritto alla ricarica non sia decaduto per alcuna ragione, i fondi arriveranno comunque, sebbene con alcuni giorni di ritardo rispetto alle prime assegnazioni.

La portata complessiva del programma

La Carta Acquisti rappresenta uno dei pilastri del sistema di assistenza sociale italiano, con una continuità che ormai perdura da quasi due decenni. L’impegno del Governo nel rinnovare il programma anche per il 2026, accompagnato dall’aggiornamento dei parametri di accesso in base all’inflazione reale, testimonia la volontà di mantenere l’efficacia della misura nel contesto di un costo della vita in continua evoluzione. La platea di beneficiari, che nel 2025 ha raggiunto 351 mila unità con una concentrazione importante tra gli anziani e le famiglie con minori in età prescolare, rimane uno dei segmenti della popolazione più vulnerabile dal punto di vista economico.

L’importanza strategica della Carta Acquisti risiede non soltanto nel contributo economico diretto, che complessivamente fornisce fino a 480 euro annui ai beneficiari, ma anche nella rete di vantaggi collaterali che il programma attiva: gli sconti presso i negozi convenzionati, l’accesso alla tariffa energetica agevolata e l’inclusione in un sistema di monitoraggio e tracciamento delle transazioni che consente alle autorità di orientare ulteriormente le politiche sociali sulla base dei dati reali di consumo. La semplicità amministrativa del rinnovo automatico, inoltre, riduce significativamente gli oneri burocratici per i beneficiari e i costi di gestione del programma, rendendo l’intervento più efficiente dal punto di vista della spesa pubblica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!