Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Meteo, Nord in pieno inverno: Temperature in picchiata e Rischio GELATE

L’Italia stretta nella morsa del freddo: minime fino a -9 °C al Nord e gelate estese anche al Centro. Neve a bassa quota e rischio ghiaccio in aumento nelle prossime 48 ore.

L’Italia è entrata con decisione nel cuore della stagione invernale, sperimentando in questi giorni una delle fasi più fredde dall’inizio dell’inverno meteorologico. Il Paese si trova lungo un asse barico che separa due masse d’aria di natura profondamente diversa: a nord-est affluiscono correnti gelide di matrice artico-continentale, mentre da sud-ovest insistono flussi umidi e relativamente miti di origine subtropicale. Il contrasto fra queste due componenti ha attivato una circolazione depressionaria che, nelle ultime 24-36 ore, ha favorito precipitazioni diffuse e nevicate a quote insolitamente basse, fino in pianura tra Emilia-Romagna, Toscana interna e settori nord delle Marche.

Il minimo depressionario, in progressivo spostamento verso sud-est, sta traslando il fulcro dell’instabilità verso il Mezzogiorno. Contestualmente, sul Nord Italia e parte del Centro si è instaurato un afflusso di aria più fredda e secca, che favorirà un rapido rasserenamento del cielo. Tale dinamica atmosferica, tipica del post-irruzione fredda, crea le condizioni ideali per un marcato raffreddamento notturno: la combinazione tra cielo sereno, assenza di vento e suolo umido agisce come catalizzatore per forti dispersioni radiative, determinando temperature minime ampiamente sotto lo zero e gelate diffuse.

Mercoledì 7 gennaio, il minimo barico si collocherà sull’area ionica, dando luogo a una ciclogenesi ben strutturata che manterrà attiva la nuvolosità e le precipitazioni sulle regioni meridionali. Fenomeni più significativi sono attesi sulla Calabria tirrenica e sulla Sicilia settentrionale, ma rovesci sparsi interesseranno anche Molise, Abruzzo, basso Lazio, Campania e Sardegna. Le nevicate continueranno a coinvolgere l’Appennino centrale e la Sardegna interna fino a quote collinari, mentre sui rilievi meridionali la quota neve si manterrà generalmente al di sopra dei 900–1000 metri, salvo locali sconfinamenti a quote più basse lungo le aree interne adriatiche.

Il definitivo allontanamento della struttura depressionaria è previsto entro la giornata di giovedì, quando si assisterà a un generale miglioramento sul Centro-Sud, con residua instabilità limitata a Sicilia, Sardegna e Calabria meridionale per l’ingresso di un nuovo impulso perturbato in transito rapido. Tuttavia, sarà il crollo termico notturno ad attirare l’attenzione degli esperti: tra la notte di mercoledì e il mattino di giovedì si toccherà l’apice del raffreddamento, con valori minimi compresi tra -2 e -7 °C su gran parte della Val Padana e delle aree interne del Centro. In contesti particolarmente predisposti all’inversione termica non si escludono punte inferiori, prossime a -8 o -9 °C. Più temperata, ma comunque fredda, la situazione lungo le coste liguri dove il mare riuscirà in parte a mitigare il gelo, mantenendo le minime attorno allo zero.

Si tratta, con ogni evidenza, di una delle fasi più rigide dell’inverno 2025–2026 per l’Italia settentrionale. Le implicazioni non sono trascurabili, in particolare per l’agricoltura e la sicurezza stradale, con il rischio di formazione di ghiaccio al suolo soprattutto nelle ore più fredde. Le prossime 48 ore richiederanno dunque massima attenzione, con il monitoraggio costante dell’evoluzione termica e delle condizioni al suolo, mentre l’inverno, ben lungi dall’aver esaurito le sue cartucce, continua a mostrare il suo volto più autentico.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!