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Gelo sull’Italia, ancora 48 ore di temperature sotto media: poi la svolta

Aria polare e cieli sereni spingono le temperature sotto zero al Nord, con punte di -10°C. Il gelo resiste fino a giovedì, poi timido rialzo termico, ma l’inverno non è finito.

L’inverno ha alzato la voce, e lo ha fatto con un’intensità che non si registrava da tempo. Una configurazione barica particolarmente favorevole all’ingresso di masse d’aria artiche ha dato origine, negli ultimi giorni, a una circolazione ciclonica sul bacino centrale del Mediterraneo. Questo assetto ha innescato un afflusso di correnti gelide di origine polare che ha investito gran parte del territorio italiano, con effetti termici marcati soprattutto al Nord e su alcune aree interne del Centro.

Le regioni settentrionali stanno registrando in queste ore le punte minime più severe. La presenza di cieli sereni e condizioni di scarsa ventilazione notturna ha favorito il fenomeno dell’inversione termica nei bassi strati, con conseguente crollo termico nelle valli e nelle aree pianeggianti. I valori più rigidi sono stati osservati nella notte tra il 6 e il 7 gennaio: Torino ha toccato -4,1°C, Bologna -3,7°C, mentre nei fondovalle alpini si sono raggiunti picchi estremi come -8,3°C a Trento e addirittura -10,2°C a Dobbiaco (BZ). L’assenza di nubi ha inoltre amplificato l’escursione termica tra giorno e notte, mantenendo tuttavia le temperature massime su livelli particolarmente contenuti: molte località della Val Padana faticano a superare lo zero anche nelle ore centrali.

La situazione termica è diversa ma ugualmente severa anche al Centro e al Sud, dove la nuvolosità persistente e le condizioni di instabilità atmosferica, associate a precipitazioni sparse, non hanno permesso un efficace riscaldamento diurno. Pur con minime generalmente superiori rispetto al Nord – comprese tra 2 e 5°C nei capoluoghi – il freddo percepito è aumentato per effetto del vento e dell’elevato tasso di umidità. Roma ha registrato una massima di appena 6,4°C il 6 gennaio, mentre Napoli si è fermata a 7,1°C.

Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, la fase più acuta di questa ondata gelida si protrarrà almeno fino alla giornata di giovedì 8 gennaio. Le prossime 24-36 ore saranno le più critiche, soprattutto nelle zone interne del Nord dove, complice il cielo sereno notturno, si attendono ulteriori abbassamenti delle minime: in alcune aree della bassa padana si potranno raggiungere valori di -6 o -7°C.

Un primo, seppur graduale, cambio di circolazione è atteso a partire da venerdì 9 gennaio, quando le correnti inizieranno a disporsi dai quadranti occidentali. Questo comporterà un indebolimento del flusso gelido e uno spostamento del nucleo freddo verso i Balcani. Le temperature massime cominceranno a salire lievemente al Centro-Sud, dove si registrerà il primo alleggerimento termico. Al Nord, invece, la risalita sarà più lenta e limitata inizialmente alle ore diurne, mentre durante la notte i valori rimarranno ancora prossimi o inferiori allo zero.

Il weekend segnerà quindi la fine della fase più intensa del gelo, ma non l’inizio di un periodo stabile. I modelli a medio termine indicano infatti una prosecuzione della variabilità atmosferica, con ulteriori incursioni fredde possibili entro metà mese. L’inverno, insomma, ha tutta l’intenzione di restare protagonista.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!