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Caregiver familiari, via libera al disegno di legge: a chi spetta il contributo da 400 euro al mese

Un contributo fino a 400 euro e nuove tutele per chi assiste un familiare: cosa cambia con il ddl appena approvato e perché è solo l’inizio di una riforma più ampia.

Con l’approvazione del disegno di legge da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta oggi 12 gennaio, la figura del caregiver familiare entra ufficialmente nel perimetro della legislazione italiana. Si tratta di un passaggio normativo atteso da anni che punta a riconoscere in modo organico e strutturato il ruolo di chi, spesso nell’ombra, si prende cura di un parente non autosufficiente. Il provvedimento, pur con limiti e requisiti stringenti, introduce un contributo economico esentasse fino a 400 euro mensili, oltre a una serie di tutele mirate, modulabili in base all’impegno assistenziale svolto.

Il ddl distingue tra caregiver conviventi e non conviventi, ponendo particolare attenzione ai primi. Per accedere al contributo massimo mensile, sarà necessario fornire assistenza per almeno 91 ore a settimana, essere conviventi con il familiare assistito, avere un reddito personale annuo non superiore ai 3.000 euro e un Isee familiare inferiore ai 15.000 euro. Il contributo, la cui erogazione avverrà su base trimestrale o semestrale, sarà finanziato in funzione del numero complessivo di domande pervenute, rientrando nella cornice più ampia degli interventi di sostegno già attivi a livello regionale.

Le tipologie di caregiver previste sono tre, in base al monte ore settimanale: oltre le 91 ore, tra le 30 e le 90 ore, e tra le 10 e le 29 ore. Viene inoltre riconosciuto il caregiver non convivente, a condizione che l’impegno superi le 30 ore a settimana. Tuttavia, l’assegno economico resterà riservato esclusivamente ai caregiver conviventi del primo gruppo.

Le iscrizioni per essere riconosciuti caregiver e accedere alle misure partiranno da settembre 2026, tramite una piattaforma INPS attualmente in fase di progettazione. A tal fine, per il solo 2026 è stato stanziato un budget di 1,15 milioni di euro destinato proprio alla realizzazione del sistema informatico. Il contributo economico vero e proprio sarà operativo a partire dal 2027, grazie a uno stanziamento di 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.

Non solo sostegno economico: il ddl introduce anche una serie di tutele diversificate. Tra queste, la possibilità di usufruire del congedo parentale per chi assiste un minore di 18 anni, il diritto a ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dello stesso datore di lavoro, e agevolazioni per i giovani caregiver, come la compatibilità dell’orario di servizio civile con l’attività di cura. Gli studenti caregiver, infine, potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie oppure ottenere il riconoscimento dell’attività di assistenza come credito nei percorsi formativi scuola-lavoro.

Con questa riforma, l’Italia compie un primo passo verso il riconoscimento concreto di una figura centrale nel sistema di welfare informale, che finora ha agito spesso in silenzio, con carichi pesanti e senza tutele. Un tentativo, ancora parziale ma strutturato, di restituire dignità e sostegno a chi si prende cura ogni giorno di un familiare fragile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!