Sono tornati in libertà i due giovani accusati di aver preso parte all’aggressione di un rider avvenuta sabato sera in via Manin, nei pressi della stazione Termini, a Roma. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo disposto dalla procura, ma ha rigettato la richiesta di misura cautelare in carcere, ritenendo insufficiente il quadro indiziario a supporto della custodia. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, la vicenda presenta ancora molte zone d’ombra e necessita di ulteriori accertamenti: “La ricostruzione della vicenda non risulta affatto lineare e necessita, pertanto, dei dovuti approfondimenti”, ha scritto il gip nel dispositivo.
I due restano indagati per rapina e lesioni, ma per il momento non saranno sottoposti ad alcuna misura restrittiva. Al centro del caso, una violenta aggressione ai danni di un lavoratore di 35 anni impegnato in una consegna. Il rider, secondo il suo racconto, sarebbe stato accerchiato e aggredito da circa quindici persone dopo aver tentato di recuperare la sua bicicletta elettrica, rubata mentre si trovava all’interno di un ristorante per ritirare due porzioni di spaghetti da consegnare poco distante. Il veicolo era stato lasciato per pochi minuti all’esterno del locale, ma al ritorno non c’era più. L’uomo è riuscito a localizzarlo tramite il sistema di tracciamento GPS, ha seguito il segnale e ha affrontato due persone che stavano cercando di allontanarsi con la bici. Da lì è partita una discussione, degenerata rapidamente con l’arrivo di altri soggetti che lo avrebbero colpito con violenza.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nell’area della stazione Termini, già da tempo considerata zona critica per l’ordine pubblico. Forte la reazione politica, in particolare quella di Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione, che ha espresso perplessità sulla decisione del giudice: “È davvero singolare che i presunti aggressori del giovane rider siano stati già liberati. Le decisioni della magistratura si rispettano, ma ci si sarebbe aspettati un’attenzione maggiore alle ragioni della vittima e un segnale esemplare”. D’Amato ha poi sottolineato come episodi di questo genere, se non affrontati con fermezza, rischino di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni: “Se passa l’idea che si può picchiare un rider e tornare liberi dopo poche ore, il rischio è generare sfiducia negli organi dello Stato”.
Nel frattempo, proseguono le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’aggressione e individuare eventuali altri responsabili. La posizione dei due giovani scarcerati resta comunque sotto osservazione, in attesa dei prossimi sviluppi investigativi. Alla vittima, che ha riportato lesioni e un forte shock per l’accaduto, è arrivata la solidarietà di molte voci del mondo politico e civile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
