Dopo anni in cui l’inverno sembrava aver perso la sua identità, schiacciato sotto il peso di persistenti anticicloni e temperature anomale, il 2025-2026 sta mostrando un volto ben diverso. Il freddo è tornato, e non solo in modo sporadico o simbolico. Le dinamiche atmosferiche che stiamo osservando da fine autunno a oggi suggeriscono infatti un cambiamento netto nei connotati della stagione fredda, che torna ad assomigliare più ai suoi standard storici che agli inverni “primaverili” cui ci eravamo, nostro malgrado, abituati.
Uno degli elementi più significativi è la persistente debolezza del Vortice Polare. Laddove in passato dominava compatto e strutturato, quest’anno ha mostrato sin da ottobre una configurazione instabile, frammentata, soggetta a continue ondulazioni. Questo ha favorito frequenti scambi meridiani, con discese di aria artica e continentale verso latitudini più basse, inclusa l’Europa meridionale. Ne è derivato un pattern barico decisamente più dinamico, che ha impedito l’egemonia degli anticicloni subtropicali e aperto la strada a fasi perturbate anche intense.
La troposfera si è mostrata sorprendentemente reattiva. Le perturbazioni atlantiche, talvolta accompagnate da aria polare marittima, hanno portato piogge diffuse in molte aree del Centro-Nord, mentre sul comparto alpino la neve è tornata a cadere in maniera più regolare rispetto agli inverni precedenti, quando la siccità e l’inversione termica avevano ridotto al minimo gli accumuli nevosi. Le temperature, nel complesso, si sono mantenute prossime o lievemente inferiori alle medie del trentennio climatico 1991-2020, un dato che assume particolare rilevanza se confrontato con l’anomalia positiva quasi permanente registrata negli ultimi cinque anni.
Ma cosa ci attende nelle prossime settimane? Le proiezioni modellistiche più affidabili, sia deterministiche che probabilistiche, indicano la possibilità concreta di ulteriori irruzioni fredde. In particolare, il possibile affondo verso ovest dell’Anticiclone Russo-Siberiano rappresenta una dinamica di rilievo. Se tale configurazione dovesse consolidarsi, l’Europa centro-orientale e successivamente anche quella meridionale potrebbero essere interessate da flussi di aria gelida continentale. Un simile scenario aprirebbe la porta a un raffreddamento marcato, con potenziali ondate di gelo e nuove nevicate anche a quote medio-basse.
Non va inoltre sottovalutato il ruolo dello Stratwarming, il riscaldamento anomalo della stratosfera polare che in queste settimane sta mostrando segnali di intensificazione. Se l’evento dovesse essere confermato e propagarsi verso la troposfera, potremmo assistere a una nuova destabilizzazione del Vortice Polare e a ulteriori discese di aria fredda sull’Europa.
In conclusione, l’inverno 2025-2026 non è affatto “anomalo” in senso moderno, ma piuttosto sorprendentemente normale, specie se rapportato ai canoni climatici del passato. La stagione ha tutte le carte in regola per proseguire in modo dinamico e freddo, smentendo ancora una volta le previsioni più conservative che, per inerzia, continuano a puntare sull’Alta Pressione. Non è ancora tempo di primavera: l’inverno è vivo, presente, e potrebbe avere in serbo ancora il meglio.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
