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Meteo, Temperature in Aumento nelle prossime ore: ecco quando tornerà il FREDDO

Il gelo è stato scalzato da correnti miti africane, ma la tregua potrebbe essere breve: i modelli meteo divergono e l’inverno potrebbe tornare a colpire con forza entro fine mese.

Dopo l’affondo gelido che ha inaugurato il 2026 con nevicate diffuse e minime abbondantemente sotto lo zero, l’Italia è ora teatro di un’improvvisa e marcata inversione di tendenza sul piano meteorologico. A determinare questo cambio di regime è lo spostamento verso la Penisola Iberica di un’ampia saccatura atlantica in discesa dal Regno Unito, il cui posizionamento ha innescato un vigoroso richiamo di correnti meridionali, umide e decisamente più miti, di origine subtropicale. Si tratta di masse d’aria sospinte dallo Scirocco e dal Libeccio, che stanno interessando gran parte della penisola con effetti termici molto evidenti, al punto da configurare una vera e propria anomalia climatica, specie al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori.

Nel dettaglio, le temperature massime hanno raggiunto valori prossimi ai 18-19°C in Sicilia e Sardegna, con punte localmente superiori anche in Calabria ionica e nel basso Lazio. Una situazione che, pur essendo già osservata in passato durante episodi simili, risulta anomala per il periodo, considerando che la media climatologica delle massime di gennaio in queste zone si aggira intorno ai 10-12°C. L’effetto di questo flusso mite è amplificato dalla presenza di ampie schiarite, che favoriscono un maggiore riscaldamento diurno.

Diversa la configurazione termica al Nord e lungo il versante tirrenico centrale, dove la copertura nuvolosa persistente sta limitando l’escursione termica giornaliera, mantenendo però le temperature minime ben al di sopra delle medie stagionali. In Pianura Padana, ad esempio, le minime notturne si attestano su valori compresi tra +4°C e +7°C, mentre le massime faticano a superare i 10°C, in un contesto umido, grigio e piovoso.

Il quadro meteorologico che si va delineando per il fine settimana è quindi quello di un’Italia divisa: clima insolitamente mite e quasi primaverile al Sud, tempo perturbato e piogge diffuse al Centro-Nord, con ventilazione sostenuta dai quadranti meridionali e un progressivo peggioramento sulle regioni tirreniche, in particolare Toscana e Lazio.

Ma quanto durerà questa fase mite? La risposta resta al momento incerta. I principali modelli previsionali internazionali mostrano infatti una forte divergenza sull’evoluzione atmosferica attesa per la terza decade di gennaio. Il modello americano (GFS) prevede una nuova irruzione artica entro il 25 gennaio, con discesa di masse d’aria gelide dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e successivamente l’Italia, che potrebbe riportare condizioni invernali anche severe, con nevicate a quote basse e un crollo termico generalizzato.

Di segno opposto l’ipotesi formulata dal modello europeo (ECMWF), che mantiene un’impostazione più zonale e atlantica, con una prosecuzione della variabilità invernale ma senza affondi freddi significativi. In questo scenario, l’Italia resterebbe esposta a una sequenza di perturbazioni oceaniche, alternate a brevi pause asciutte, con temperature di qualche grado superiori alla norma ma senza gli estremi registrati in questi giorni.

A fare la differenza sarà la capacità delle masse d’aria polare di forzare il blocco anticiclonico subtropicale attualmente in posizione avanzata verso l’Europa meridionale. Qualora il flusso atlantico dovesse cedere spazio a una configurazione di tipo meridiano, con scambi termici nord-sud più marcati, l’inverno potrebbe tornare in scena con decisione proprio nella parte finale del mese.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!