Dopo una fase insolitamente mite per il periodo, con temperature ben oltre le medie stagionali e un’atmosfera dai connotati quasi autunnali, l’Italia si appresta a vivere un nuovo cambio di passo meteorologico. Il cuore dell’inverno tornerà a far sentire la sua voce nei prossimi giorni, con un progressivo abbassamento delle temperature e il ritorno delle gelate, in particolare al Nord e lungo alcune aree del versante adriatico.
Nei giorni scorsi, una circolazione di tipo atlantico ha imposto la propria regia sullo scenario meteorologico del Paese. Correnti miti e umide provenienti dai quadranti sud-occidentali, alimentate da venti di Scirocco, hanno favorito un sensibile incremento termico soprattutto al Sud e sulle due Isole Maggiori, accompagnato da un contesto instabile e piuttosto ventoso. Le anomalie termiche più marcate si sono registrate proprio nelle regioni meridionali, dove in alcune località costiere si sono toccati picchi superiori ai 17-18°C, valori difficilmente compatibili con la metà di gennaio.
Tuttavia, i segnali di una svolta sono ormai ben delineati nelle principali elaborazioni modellistiche. A partire da domenica 18 gennaio, si assisterà a un progressivo mutamento della configurazione barica a scala europea. La formazione di un’area depressionaria sul Nord Africa, in opposizione a un robusto anticiclone sull’Europa orientale, favorirà l’attivazione di una corrente fredda nord-orientale. Saranno in particolare i venti di Bora e Grecale, in intensificazione tra lunedì 19 e martedì 20, a pilotare masse d’aria sensibilmente più fredde verso il nostro Paese, riportando il termometro su valori consoni alla stagione.
Il calo termico sarà più avvertibile nelle regioni settentrionali, dove la rotazione dei venti dai quadranti orientali, unita alla progressiva cessazione delle nubi e delle precipitazioni, favorirà una maggiore dispersione del calore durante le ore notturne. Sulla Pianura Padana e nelle vallate alpine e prealpine, i valori minimi torneranno a scendere sotto lo zero, determinando la ricomparsa delle gelate, specie laddove le condizioni saranno più stabili e il cielo sereno. In contesti di alta pressione e assenza di vento, non sono da escludere minime comprese tra -2 e -5°C su molte località della bassa pianura, con punte anche inferiori nelle zone soggette a inversione termica.
Un raffreddamento meno marcato, ma comunque percepibile, interesserà anche le regioni adriatiche centrali, spinte dalla ventilazione orientale che apporterà un temporaneo miglioramento del tempo, con maggiore stabilità atmosferica. Sul resto del Paese, invece, permarranno condizioni più dinamiche e incerte, soprattutto tra Sicilia, Calabria e settori ionici, ancora influenzati dal vortice africano che continuerà a mantenere viva una certa instabilità e un clima più umido e meno freddo.
Per un ritorno del freddo invernale esteso a tutta la penisola sarà probabilmente necessario attendere l’ultima settimana di gennaio. Alcuni modelli di previsione ipotizzano una discesa più decisa di aria fredda continentale, ma ad oggi il quadro resta ancora incerto e suscettibile di variazioni. Le prossime emissioni saranno fondamentali per valutare la portata e la durata dell’eventuale irruzione fredda.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
