Mercoledì 21 gennaio resterà impresso nella memoria dei calabresi come il giorno in cui l’inverno si è manifestato con una potenza quasi artica, trasformando il cuore della regione in un paesaggio che richiama più la Lapponia che il Mediterraneo.
Il merito – o la colpa – è del ciclone “Harry”, un’autentica tempesta invernale che ha portato neve abbondante e diffusa non solo sulle vette appenniniche, ma fino a quote collinari, con accumuli che hanno rapidamente superato ogni previsione. Le immagini provenienti dalla Sila – con San Giovanni in Fiore sommersa da 35 centimetri di neve fresca, Lorica con 40 cm e punte fino a un metro sulle vette di Montenero e Botte Donato – raccontano una realtà sorprendente che ha spiazzato anche molti esperti, specialmente quelli che nei giorni scorsi ipotizzavano un evento più simile a un ciclone subtropicale. Il fronte freddo ha invece richiamato masse d’aria gelide da est, generando condizioni ideali per precipitazioni nevose intense, che hanno colpito anche le montagne del Pollino, delle Serre e dell’Aspromonte.
Ma se da un lato lo scenario ha il fascino delle grandi nevicate d’altri tempi, dall’altro non sono mancati disagi e rallentamenti: la viabilità risulta fortemente compromessa in molte zone interne, con mezzi intrappolati e interventi continui della Protezione Civile. Un evento che si candida a diventare un punto di riferimento meteorologico per il Sud Italia e che alimenta la riflessione, oggi più che mai necessaria, sull’estrema variabilità climatica che caratterizza le nostre stagioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
