Le elaborazioni numeriche più aggiornate dei principali Centri di Calcolo confermano un’imminente discesa di masse d’aria fredda di origine artico-marittima, che innescheranno una serie di perturbazioni a partire dall’inizio della prossima settimana. Il contesto termico favorevole permetterà alle nevicate di spingersi a quote molto basse, con possibilità concreta di fiocchi fin quasi in pianura su alcune aree del Nord-Ovest.
Attualmente, il comparto appenninico centro-meridionale è già interessato da un regime perturbato che sta producendo nevicate diffuse, in particolare sull’Appennino centrale. Le ultime osservazioni evidenziano accumuli significativi tra Abruzzo, Lazio e Molise, con quota neve mediamente attestata tra gli 800 e i 1000 metri. Le precipitazioni continueranno, seppur in modo intermittente, anche nel corso del weekend, consolidando una base nevosa importante per il turismo montano e le stazioni sciistiche.
Il cambiamento più marcato si attiverà però a partire da lunedì 2 febbraio, con l’ingresso di un nuovo impulso perturbato dall’Atlantico settentrionale. L’aria fredda al seguito, complice un minimo depressionario in formazione sul Golfo Ligure, determinerà un peggioramento strutturato delle condizioni atmosferiche su gran parte del Paese, ma sarà il Nord-Ovest a vivere la fase più interessante dal punto di vista nivometrico.
Secondo i modelli previsionali, la giornata di martedì 3 febbraio rappresenterà il momento clou di questa fase: la neve potrebbe scendere fin quasi al piano su Piemonte occidentale e meridionale, coinvolgendo direttamente città come Torino, Cuneo, Biella, Asti e Alessandria. Le precipitazioni saranno abbondanti anche su Alpi e Prealpi, con accumuli potenzialmente superiori ai 40-50 cm oltre i 1000 metri, in particolare nei settori alpini occidentali e centro-orientali.
Tuttavia, l’intensità delle nevicate comporterà un innalzamento sensibile del rischio valanghe, soprattutto nelle aree montane dove la nuova neve si depositerà su strati preesistenti ancora instabili. Le autorità locali e gli operatori della montagna dovranno monitorare con attenzione l’evoluzione della stabilità del manto nevoso, specie nelle valli più esposte e nei pendii con forte accumulo eolico.
Le prossime 48-72 ore saranno cruciali per definire con maggiore precisione le aree effettivamente coinvolte dalle nevicate in pianura, ma l’impianto sinottico appare ormai ben delineato. Per cittadini, pendolari e gestori delle infrastrutture sarà essenziale restare aggiornati tramite i bollettini ufficiali e adottare comportamenti prudenti nei prossimi giorni.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
