Un tratto di strada ghiacciata, sei chilometri a piedi sotto la neve e con una temperatura percepita di -3°C. È quanto avrebbe dovuto affrontare martedì scorso un bambino di 11 anni a San Vito di Cadore, in provincia di Belluno, dopo essere stato fatto scendere da un autobus di linea perché privo del nuovo biglietto da 10 euro previsto per la tratta Calalzo–Cortina. La vicenda, raccontata dalla madre e dalla nonna del minore, ha sollevato un’ondata di indignazione e ha portato alla sospensione del conducente, dipendente della società privata La Linea S.p.A., a cui il servizio era stato subappaltato da Dolomiti Bus.
Secondo quanto riportato dal Gazzettino e confermato dai familiari, il ragazzo, studente della scuola media di San Vito, si era presentato alla fermata insieme a due coetanei, munito di un carnet di biglietti da 2,50 euro acquistato a inizio anno. Alla richiesta dell’autista di un biglietto valido per il nuovo prezzo di 10 euro, il bambino avrebbe risposto di non avere il denaro necessario. L’autista lo avrebbe quindi invitato a scendere. Il piccolo avrebbe anche chiesto inutilmente di riavere il biglietto non utilizzato.
Il ritorno a casa si è trasformato in un percorso a ostacoli: sei chilometri a piedi fino a Vodo di Cadore, tra neve e temperature rigide, con un’escursione termica che avrebbe abbassato la sua temperatura corporea fino a 35°C, secondo quanto riferito dalla madre, Sole Vatalaro. “Aveva nove biglietti con sé, potevano semplicemente usarne più di uno o fargli la multa. L’avrei pagata. Ma lasciarlo sul ciglio della strada è disumano”, ha dichiarato. Il biglietto da 10 euro era necessario, secondo quanto appreso, per le nuove tariffe imposte in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Tuttavia, la madre sostiene di essere stata informata che l’aumento sarebbe entrato in vigore solo dalla settimana successiva.
L’azienda di trasporti Dolomiti Bus, appena appresa la notizia, ha immediatamente avviato un’indagine interna e diffuso una nota nella quale esprime “sollievo per le condizioni di salute del bambino” e assicura la massima collaborazione per l’accertamento dei fatti. I mezzi della linea sono dotati di impianti di videosorveglianza e le immagini verranno analizzate per chiarire quanto accaduto. La corsa in questione era stata affidata regolarmente a una società esterna, La Linea S.p.A., che ha a sua volta sospeso il conducente e aperto un’inchiesta interna.
Il caso ha attirato anche l’attenzione della politica: la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, definendo l’episodio “gravissimo e inaccettabile” e chiedendo lo stanziamento di risorse per la gratuità dei trasporti scolastici. “Lasciare un minore in queste condizioni non è solo disumano ma anche molto pericoloso. Le politiche legate alle Olimpiadi non possono mettere a rischio la sicurezza dei più piccoli”, ha dichiarato la parlamentare.
Sole Vatalaro e la madre Chiara Balbinot, nonna del bambino, hanno presentato una querela per abbandono di minore alla Procura di Belluno. “Mio nipote ha impiegato 90 minuti per tornare a casa camminando lungo la pista ciclabile – ha spiegato la nonna –. Poteva succedergli qualsiasi cosa. Esisteva un obbligo di custodia da parte dell’autista”.
L’inchiesta, ora nelle mani della magistratura, dovrà chiarire se si siano verificate violazioni delle normative sul trasporto pubblico e se vi siano responsabilità penali. Intanto, Dolomiti Bus ha ribadito il proprio impegno a garantire “i più elevati standard di sicurezza e tutela dei passeggeri” e ha promesso piena trasparenza sull’esito delle verifiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
