L’avvio di febbraio conferma un trend atmosferico ormai ben consolidato: le correnti atlantiche tornano protagoniste dello scenario meteorologico europeo, con l’Italia direttamente coinvolta da una sequenza di impulsi perturbati. La prima decade del mese sarà dunque caratterizzata da piogge diffuse, temperature sopra le medie stagionali e neve relegata essenzialmente alle alte quote appenniniche e alpine. Un contesto che, sebbene tipico della stagione, continua a evidenziare la difficoltà delle masse d’aria artica nel penetrare stabilmente verso il bacino del Mediterraneo.
Fino a pochi giorni fa, l’ipotesi di un’irruzione gelida di matrice continentale per la metà del mese trovava ancora sostegno in alcuni cluster modellistici. Tuttavia, l’evoluzione sinottica ha preso una direzione differente: l’alta pressione russo-siberiana resta ancorata alle alte latitudini e non mostra, almeno per ora, segnali concreti di espansione verso l’Europa centrale o meridionale. I principali modelli globali, ECMWF e GFS in primis, hanno infatti ridimensionato in modo netto l’eventualità di una colata fredda da Nord-Est entro la terza settimana di febbraio, lasciando spazio a scenari più miti e dinamici.
La causa va ricercata nell’attivazione di un flusso zonale piuttosto teso, alimentato da una notevole attività depressionaria sull’Atlantico settentrionale. Tale configurazione favorisce un costante richiamo di correnti umide occidentali, accompagnate da isoterme non particolarmente rigide in quota. Ne risulta un’Italia esposta a precipitazioni ricorrenti, ma con una struttura termica che limita l’incidenza del freddo, relegando la neve oltre i 1200-1500 metri sulle Alpi e ancora più in alto lungo l’Appennino.
Le proiezioni a medio termine suggeriscono una possibile, seppur parziale, rimonta dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa centro-occidentale attorno al 10-12 febbraio. Questo potrebbe comportare una temporanea attenuazione delle precipitazioni, specialmente al Centro-Sud, ma senza un reale raffreddamento. Al contrario, la presenza di un promontorio anticiclonico più alto di latitudine potrebbe favorire l’ingresso di ulteriori impulsi instabili di matrice atlantica sui versanti occidentali della Penisola, in particolare il settore tirrenico e le regioni del Nord, con possibili nuovi episodi piovosi e clima mite.
L’assenza di un forcing freddo diretto dall’Artico o dalla Russia lascia dunque l’Italia in una sorta di limbo invernale: le condizioni restano perturbate, ma senza il supporto termico tipico delle vere ondate di gelo. In questo contesto, sarà fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione del Vortice Polare e l’eventuale insorgenza di dinamiche stratosferiche favorevoli a un suo indebolimento. Storicamente, la fine di febbraio e l’inizio di marzo rappresentano una finestra favorevole per l’arrivo di rientri freddi tardivi, anche intensi, specie in caso di stratwarming ben strutturati.
Per ora, tuttavia, la stagione invernale prosegue in tono minore, con il Mediterraneo centrale ancora dominato da instabilità atlantica e temperature superiori alle medie del periodo. L’attesa per un vero colpo di coda invernale rimane aperta, ma le probabilità, almeno nel breve termine, appaiono in netto calo.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
