La morsa di gelo che ha investito gli Stati Uniti in queste ultime settimane ha assunto proporzioni storiche, colpendo con forza aree abituate agli inverni rigidi e mettendo in ginocchio intere regioni del Sud solitamente risparmiate da simili condizioni. A New York, il freddo ha scritto una nuova pagina meteorologica: per quindici giorni consecutivi le temperature non hanno mai superato lo zero, un evento che non si verificava dal 1961. Allora furono sedici le giornate consecutive di gelo, un record che ora rischia di essere eguagliato o superato. Il Codice Blu, attivato nei giorni scorsi, ha imposto misure straordinarie per proteggere i senzatetto e i cittadini più vulnerabili. Il bilancio è drammatico: secondo il New York Times, il freddo ha già causato 14 vittime solo nella Grande Mela.
Ma è l’intero Paese a essere scosso da un’ondata di maltempo senza precedenti. Le nevicate hanno battuto record in molte località: nel New Mexico, Bonito Lake ha visto accumuli fino a 79 centimetri, mentre a Evansville, in Indiana, è caduta la seconda maggiore nevicata mai registrata. Paducah, in Kentucky, ha vissuto il settimo evento nevoso più intenso della sua storia. In parallelo, una tempesta di ghiaccio ha devastato il Sud, lasciando oltre un milione di utenze senza elettricità in Arkansas, Mississippi, Tennessee e Louisiana, a causa dei crolli delle linee elettriche sotto il peso del ghiaccio.
E mentre il primo fronte freddo lasciava il Paese esausto, un secondo sistema perturbato si è abbattuto sugli stati sud-orientali. Tra il 30 gennaio e il 1° febbraio, le Carolinas sono state investite da un Nor’easter di rara potenza, con accumuli nevosi di 30-60 cm in zone che raramente vedono simili fenomeni. Incredibilmente, fiocchi di neve sono comparsi anche in alcune aree della Florida, sospinti da correnti artiche che si sono scontrate con le acque calde dell’Atlantico. La NOAA ha sottolineato l’eccezionalità della neve caduta: leggera, asciutta e simile a quella delle regioni polari, segno di un’aria insolitamente secca e fredda anche al suolo.
A rendere il quadro ancora più estremo è stato l’aspetto termico. A Seagull, nel Minnesota, la colonnina di mercurio ha raggiunto i -42°C. In molte zone del Midwest, il “wind chill” ha abbattuto la temperatura percepita fino a -40°C. Il freddo ha colpito anche le aree meridionali: avvisi per freddo estremo sono stati diramati fin quasi al confine con il Messico. Gli esperti ritengono che la causa principale sia l’indebolimento del Vortice Polare stratosferico, che ha aperto la strada all’aria artica spingendola fin dentro le latitudini più basse. Un fenomeno noto, ma che negli ultimi anni mostra una crescente frequenza e imprevedibilità, alimentando interrogativi sul futuro equilibrio climatico del continente.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
