L’Italia è investita da una marcata fase di instabilità atmosferica innescata da una discesa di aria polare marittima che sta determinando condizioni tipicamente tardo-invernali su gran parte del Paese. Nella giornata di lunedì 11 maggio, il Nord è stato attraversato da una linea di convergenza particolarmente attiva, associata a un fronte freddo ben strutturato. L’interazione tra masse d’aria di diversa origine ha favorito lo sviluppo di sistemi convettivi a mesoscala (MCS), responsabili di precipitazioni intense, grandinate di medio-grosso calibro e locali fenomeni vorticosi, tra cui trombe d’aria osservate in diverse aree della Pianura Padana.
Il quadro sinottico evidenzia la presenza di una saccatura nord-atlantica in affondo verso il Mediterraneo centrale, alimentata da aria fredda in quota con isoterme fino a -28/-30°C a 500 hPa. Questo assetto ha incrementato significativamente il gradiente termico verticale, favorendo instabilità diffusa e fenomenologia severa. Nelle ultime 24 ore, il minimo depressionario al suolo si è progressivamente approfondito traslando verso il Nord-Est, determinando un’intensificazione dei venti e un ulteriore peggioramento delle condizioni meteorologiche su Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
I dati termometrici registrati nella mattinata odierna confermano l’entità dell’irruzione fredda. Udine ha rilevato valori prossimi ai +9°C nelle ore centrali del giorno, Trieste si è attestata attorno ai +10°C, mentre Ravenna non ha superato i +15°C sotto precipitazioni persistenti. Si tratta di anomalie negative comprese tra i -6 e i -10°C rispetto alle medie climatologiche del periodo 1991-2020. Anche lo zero termico ha subito un drastico abbassamento, posizionandosi attorno ai 1.400-1.600 metri sulle Alpi orientali, con conseguenti nevicate a quote insolitamente basse per la seconda decade di maggio.
Le proiezioni modellistiche convergono nel delineare un ulteriore peggioramento in vista di sabato 16 maggio, quando il minimo ciclonico raggiungerà il suo massimo approfondimento sul Tirreno centro-meridionale. I principali modelli numerici indicano valori di pressione al suolo prossimi ai 995-1000 hPa, accompagnati da un intenso gradiente barico che innescherà venti di burrasca forte o tempesta, con raffiche potenzialmente superiori ai 90-110 km/h su coste tirreniche, Sardegna e settori appenninici.
Le regioni maggiormente esposte a questo forte ciclone saranno quelle del Nord e in parte del centro con in primo piano Liguria, Toscana, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Nel passare delle ore anche Veneto, Marche, Lazio, Umbria ed Abruzzo risulteranno fortemente colpite da questa intensa fase di maltempo.
Le condizioni marine risulteranno critiche, con moto ondoso in rapido aumento e onde significative superiori ai 3-4 metri sui bacini occidentali. L’impatto sui collegamenti marittimi appare probabile, così come possibili disagi al traffico aereo per wind shear e turbolenza in fase di decollo e atterraggio.
Dal punto di vista termico, l’afflusso freddo manterrà valori inferiori alla media anche al Centro-Sud, mentre il limite delle nevicate si attesterà attorno ai 1.000-1.200 metri sulle Alpi e tra i 1.400 e i 1.600 metri lungo la dorsale appenninica, con locali sconfinamenti a quote inferiori durante i rovesci più intensi.
Il quadro complessivo impone un attento monitoraggio dell’evoluzione nelle prossime 48-72 ore, soprattutto per il rischio associato a fenomeni convettivi severi, raffiche lineari (downburst) e possibili criticità idrogeologiche nelle aree già colpite da precipitazioni persistenti.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
