Dopo una breve fase di tregua atmosferica, destinata a garantire condizioni nel complesso stabili e soleggiate per circa 24-36 ore, il quadro meteorologico sull’Italia è pronto a mutare nuovamente in modo significativo. Già dalla serata di mercoledì 13 maggio si osserverà un progressivo deterioramento, preludio all’ingresso di una seconda perturbazione atlantica ben più strutturata rispetto a quella appena transitata.
Le più recenti elaborazioni dei principali modelli previsionali mostrano una convergenza ormai evidente: una saccatura depressionaria in approfondimento sull’Europa occidentale convoglierà verso il Mediterraneo centrale aria fresca e instabile di origine nord-atlantica. Contestualmente, nei bassi strati persisterà una massa d’aria calda e umida di matrice subtropicale, già presente su gran parte del Centro-Sud e in parziale estensione anche al Nord.
Questo assetto barico rappresenta una configurazione tipicamente favorevole allo sviluppo di fenomenologia convettiva intensa. Il marcato gradiente termico verticale e l’elevato contenuto di umidità nei bassi strati determineranno un incremento sensibile dell’energia potenziale disponibile per la convezione (CAPE), condizione necessaria per la genesi di temporali organizzati.
Tra venerdì 15 e sabato 16 maggio il Centro-Nord sarà dunque esposto a una fase perturbata dinamica e potenzialmente critica. L’ingresso di correnti più fresche in quota favorirà un’accentuata instabilità atmosferica, con la formazione di celle temporalesche diffuse, localmente di forte intensità. In tale contesto non si esclude lo sviluppo di sistemi convettivi a multicella e, nelle aree maggiormente instabili, anche di supercelle, strutture note per la loro capacità di generare fenomeni severi.
Le regioni settentrionali e quelle centrali tirreniche risultano al momento le più esposte, in quanto sede del massimo contrasto tra l’aria calda preesistente al suolo e quella più fredda in arrivo in quota. In queste zone potranno verificarsi rovesci intensi, accompagnati da frequente attività elettrica, raffiche di vento e grandinate.
Proprio la grandine rappresenta uno degli elementi di maggiore attenzione: le forti correnti ascensionali previste all’interno delle celle temporalesche potranno sostenere la crescita dei chicchi fino a dimensioni medio-grandi, localmente anche significative. Non si tratta di scenari diffusi su larga scala, ma di fenomeni puntuali che, laddove si verifichino, potrebbero causare danni localizzati.
Altro fattore critico sarà rappresentato dalle precipitazioni. I modelli suggeriscono la possibilità di temporali autorigeneranti o a lento movimento, in grado di scaricare elevati quantitativi di pioggia in tempi molto brevi. Questo aumenta il rischio di allagamenti urbani e locali fenomeni di flash flood, soprattutto nelle aree già vulnerabili dal punto di vista idrogeologico.
Resta ancora prematuro definire con precisione la distribuzione spaziale dei fenomeni più intensi, ma il segnale modellistico appare chiaro: ci troviamo di fronte a una fase meteorologica ad elevata energia, nella quale il monitoraggio costante degli aggiornamenti previsionali e delle eventuali allerte diramate dalla Protezione Civile sarà fondamentale.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
