L’evoluzione sinottica delineata dalle ultime emissioni del modello europeo ECMWF conferma un deciso cambio di pattern atmosferico sull’Italia nelle prossime ore. Il flusso atlantico, fino ad ora confinato su latitudini più settentrionali, è in fase di progressivo abbassamento verso il Mediterraneo centrale, attivando una sequenza di impulsi perturbati destinati a interessare soprattutto le regioni centro-settentrionali.
Tra lunedì 11 e martedì 12 maggio si concentrerà la fase più attiva. Il sistema frontale, in rapido movimento da ovest verso est, coinvolgerà inizialmente Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, per poi estendersi a Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Le precipitazioni assumeranno carattere diffuso e a tratti persistente, con accumuli medi nelle 24 ore compresi tra 20 e 40 mm su gran parte della Pianura Padana settentrionale. Picchi localmente superiori, fino a 50-70 mm, sono attesi lungo i settori pedemontani prealpini, in particolare tra le province di Varese, Como, Lecco e Bergamo, oltre che sulle Prealpi venete e friulane.
L’attività convettiva sarà significativa soprattutto nelle ore pomeridiane, quando l’interazione tra aria più fredda in quota e masse d’aria più miti e umide nei bassi strati favorirà la formazione di celle temporalesche organizzate. Non si escludono fenomeni intensi associati a grandinate di piccola-media dimensione e raffiche di vento superiori ai 60-70 km/h, specie nelle aree di convergenza tra bassa pianura lombarda, Emilia occidentale e Veneto centrale.
Il Centro Italia verrà interessato in maniera più marginale ma non trascurabile. Toscana, Umbria e Lazio settentrionale vedranno rovesci sparsi, più probabili lungo i rilievi appenninici e nelle aree interne, con accumuli generalmente compresi tra 5 e 20 mm. Le Marche e l’Abruzzo costiero rimarranno più ai margini, con fenomeni intermittenti e meno organizzati.
Il Sud e le Isole Maggiori resteranno in gran parte sotto l’influenza di un campo termico più stabile, sostenuto da un’anomalia positiva a 850 hPa che limiterà la penetrazione del fronte. Sicilia e Calabria ionica manterranno condizioni prevalentemente asciutte, mentre locali piovaschi potranno interessare la Campania meridionale e la Calabria tirrenica, con accumuli modesti e senza criticità rilevanti.
Particolarmente rilevante il capitolo neve sulle Alpi. Il transito del fronte determinerà un calo termico in quota tale da portare la quota neve tra i 1800 e i 2200 metri. Sulle Alpi centro-orientali sono previsti accumuli significativi: tra Alpi Retiche, Orobie e Carniche si stimano apporti nevosi compresi tra 20 e 40 cm oltre i 2000 metri, con locali punte superiori sulle Dolomiti e sulle Alpi Giulie, dove l’esposizione ai flussi umidi sud-occidentali favorirà stau marcato. Le Alpi occidentali (Graie e Pennine) vedranno quantitativi più contenuti, generalmente tra 10 e 25 cm, a causa di una ventilazione più sostenuta che limiterà l’accumulo.
Dopo una breve attenuazione tra il 13 e il 14 maggio, le proiezioni ECMWF indicano una ripresa della variabilità a partire dal 15 maggio, con nuovi impulsi atlantici meno strutturati ma comunque in grado di generare rovesci e temporali sparsi, soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico del Centro. Il periodo tra il 18 e il 22 maggio resta caratterizzato da elevata incertezza previsionale, ma la tendenza dominante suggerisce un regime atmosferico dinamico, con alternanza tra fasi instabili e temporanee rimonte anticicloniche.
Resta sotto osservazione l’anomalia termica positiva persistente sul Nord Africa: eventuali espansioni verso il Mediterraneo centrale potrebbero, nella seconda parte del mese, fornire ulteriore energia ai sistemi convettivi, favorendo episodi temporaleschi anche intensi sulle regioni tirreniche e appenniniche del Centro-Sud.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
