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È morta la contessa Patrizia De Blanck, la malattia nascosta ed il dolore della figlia Giada

Se n’è andata Patrizia De Blanck, tra nobiltà e reality: l’ultimo saluto a una donna che non ha mai rinunciato a essere se stessa.

Patrizia De Blanck è morta a 85 anni, lasciando dietro di sé un vuoto difficile da colmare non solo per chi le era vicino, ma anche per il pubblico che l’ha seguita e amata, talvolta divisamente, per oltre sessant’anni. La notizia della sua scomparsa è arrivata con la forza di un colpo al cuore, annunciata dalla figlia Giada attraverso un messaggio carico di dolore condiviso sui social: «Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la Contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità. Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l’ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore».

La contessa più eccentrica e imprevedibile della televisione italiana se ne è andata dopo aver combattuto una malattia devastante, tenuta lontana dai riflettori per volontà della figlia che ha scelto la strada della discrezione in un momento così intimo e drammatico. «Con tanta difficoltà scrivo questo messaggio, non ho la forza neanche di parlare. Chi mi conosce sa che per me la mia mamma era tutto. Avevamo un rapporto stupendo: era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione e tante volte siamo riuscite a vincere insieme e spesso sono riuscita a salvarla… Questa volta, nonostante abbia fatto l’impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato».

Una sofferenza vissuta nel silenzio, lontano dalle telecamere che per decenni avevano accompagnato ogni fase della vita pubblica di Patrizia De Blanck. «Speravo come altre volte che avremmo – da guerriere quali siamo sempre state – vinto anche questa battaglia con la forza dell’amore. Ho affrontato un percorso durissimo e doloroso senza crollare, per me e per lei, cercando di infonderle forza e amore fino all’ultimo. Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due, proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti. Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e doloroso e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n’è andata una parte di me».

Figlia dell’ambasciatore cubano Guillermo De Blanck y Menocal e discendente dell’aristocrazia veneziana, Patrizia era nata a Roma il 9 novembre 1940. La sua storia personale intreccia nobiltà e rivoluzione, con la fuga da Cuba dopo l’ascesa di Fidel Castro e la perdita del patrimonio familiare. Debuttò in TV giovanissima, a 18 anni, come valletta de Il Musichiere accanto a Mario Riva. Poi, un lungo periodo nell’ombra mediatica, ma non lontana dalla mondanità romana, di cui è sempre rimasta protagonista.

Fu Piero Chiambretti a rilanciarla negli anni Duemila nel suo programma Chiambretti c’è, trasformandola in un’irresistibile opinionista. Da lì fu un crescendo: Il Ristorante, L’Isola dei Famosi, Grande Fratello VIP, fino alla pubblicazione della sua autobiografia A letto col diavolo e a un’apparizione al cinema in Vacanze di Natale a Cortina. I suoi interventi a Pomeriggio Cinque e Domenica Live sono rimasti nella memoria del pubblico per la sua capacità di essere spiazzante, vera, tagliente e al tempo stesso ironica, mai omologata.

Nella sua vita privata due matrimoni: il primo, fugace, con il baronetto inglese Anthony Leigh Milne nel 1960; il secondo con Giuseppe Drommi, console di Panama, da cui nacque nel 1981 l’unica figlia Giada, l’amore assoluto della sua esistenza. Un legame intenso, simbiotico, che ha attraversato gioie, dolori e un’evidente fusione emotiva, culminata oggi nelle parole di commiato della figlia: «Vivrò per due, questa è la promessa. Vivrò per lei, che vive dentro di me e nel mio cuore per sempre. Neanche la morte potrà dividerci».

Con la morte di Patrizia De Blanck se ne va non solo una figura iconica della televisione italiana, ma anche un simbolo di anticonformismo e autenticità, capace di restare sé stessa in ogni contesto. Tra scandali, lustrini, battute fulminanti e slanci di profonda umanità, la contessa ha saputo attraversare il tempo senza mai farsi dimenticare. Il suo ricordo, oggi, si confonde con quello di un’epoca in cui la televisione era ancora capace di raccontare personalità complesse, vere, irriducibili. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!