Lucio Presta non si nasconde, non smussa, non concede sconti. Nell’intervista concessa a Selvaggia Lucarelli per Il Fatto Quotidiano, l’agente televisivo più influente (e discusso) degli ultimi decenni si abbandona a una lunga confessione che ha il sapore di un bilancio personale e professionale, ma anche di un regolamento di conti. Il risultato è un ritratto spietato del dietro le quinte del piccolo schermo italiano, tra tradimenti, nostalgie e rivalità mai sopite.
Presta parte da lontano, dai tempi in cui danzava per Renato Zero — “feci lo spermatozoo per Renato Zero“, racconta ironicamente, ma il cuore dell’intervista si concentra sugli addii più brucianti. Il primo nome è quello di Stefano De Martino. “Ho fatto di tutto per fargli fare Stasera tutto è possibile, poi è andato con Caschetto“, ricorda con amarezza, riferendosi all’attuale agente del conduttore partenopeo. Il loro ultimo incontro è stato gelido: “Mi ha salutato e io ho risposto: ‘Non saluto i traditori’. Resta simpatico e ambizioso, uno che studia, ma il rapporto è finito lì“.
Se il passaggio su De Martino è duro, quello dedicato ad Amadeus è ancora più feroce. L’ex amico e storico assistito, oggi volto di punta del Nove dopo l’addio alla Rai, viene accusato di aver fatto una mossa sbagliata. “Ha pagato un prezzo altissimo per stupidità e per i soldi. Pensava di avere un suo pubblico come Fazio, ma Amadeus è solo ‘quello che fa’ il programma“. Un giudizio netto, che ridimensiona la figura del conduttore simbolo dell’ultimo quinquennio sanremese.
Poi c’è Paolo Bonolis, un altro legame spezzato, questa volta sul piano umano. “Abbiamo condiviso gioie e dolori, siamo stati l’uno la fortuna dell’altro. Non doveva finire così. Lo vedo invecchiatissimo e infelice, ha la sindrome di Stoccolma. Mi manca terribilmente, ma vederlo a fine carriera così è doloroso“. Un addio che Presta sembra non aver ancora digerito, e che affonda nella nostalgia di un sodalizio che ha fatto la storia dell’intrattenimento televisivo.
Lo sguardo si sposta poi sull’attuale panorama dell’access prime time, dove l’eterna sfida tra Rai e Mediaset si arricchisce di nuovi protagonisti. Secondo Presta, in questa fase è Gerry Scotti ad avere la meglio: “Lui fa La Ruota con entusiasmo e Samira Lui ha la giusta energia, funziona”. Più incerta la posizione di De Martino, che non convince del tutto il manager: “La Rai non ha saputo marcare il territorio e ora Scotti è forte, deve solo stare attento alla sovraesposizione“.
In un’epoca televisiva dove i protagonisti raramente si espongono, Lucio Presta si conferma una voce fuori dal coro. Tagliente, nostalgico, ferito: il ritratto che emerge dalle sue parole è quello di un uomo che ha vissuto da protagonista il piccolo schermo, e che oggi osserva con disincanto un sistema che sente sempre meno suo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
