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Rotatorie, le regole da rispettare e gli errori che fanno esplodere il caos

Le rotatorie non sono terra di nessuno: precedenza, frecce e rispetto delle corsie sono obblighi di legge. Senza disciplina e civiltà, anche il sistema più sicuro diventa un pericolo quotidiano.

Le rotatorie sono nate per fluidificare il traffico e ridurre l’incidentalità, ma negli ultimi anni sono diventate teatro di comportamenti aggressivi, improvvisazioni e vere e proprie forzature che mettono a rischio la sicurezza collettiva. L’aumento della maleducazione e della prepotenza al volante ha raggiunto livelli insostenibili, trasformando uno strumento di regolazione efficace in un punto critico della circolazione urbana ed extraurbana.

La normativa di riferimento è contenuta nel Codice della Strada. L’articolo 145 disciplina la precedenza e stabilisce che, in assenza di diversa segnalazione, la precedenza spetta ai veicoli già circolanti nell’anello della rotatoria. La quasi totalità delle rotatorie moderne è infatti regolata dal segnale “dare precedenza” posto prima dell’immissione. L’automobilista che si avvicina deve quindi rallentare, valutare la distanza e la velocità dei veicoli già presenti e immettersi solo quando ciò possa avvenire senza costringerli a frenate o manovre brusche.

L’approccio corretto all’immissione impone di moderare la velocità con largo anticipo, mantenere la destra salvo diversa canalizzazione e osservare attentamente sia il traffico proveniente da sinistra sia eventuali attraversamenti pedonali presenti prima dell’ingresso. L’articolo 154 del Codice della Strada regola l’uso degli indicatori di direzione: la freccia va utilizzata per segnalare ogni cambiamento di direzione o corsia. In rotatoria, ciò significa non azionarla necessariamente in ingresso se si prosegue diritto, ma inserirla SEMPRE e con congruo anticipo quando si intende uscire. Se invece si deve svoltare immediatamente a destra, la freccia destra va attivata prima dell’ingresso.

Particolare attenzione merita la rotatoria con accesso a doppia corsia. Quando la segnaletica orizzontale e verticale prevede corsie canalizzate con frecce direzionali obbligatorie, trova applicazione l’articolo 146 del Codice della Strada, che impone il rispetto della segnaletica, nonché l’articolo 40 e seguenti del Regolamento di esecuzione per quanto riguarda le frecce di corsia. In presenza di ingresso a due corsie chi si trova sulla corsia di sinistra può andare esclusivamente a sinistra; chi occupa la corsia di destra può andare a destra o proseguire diritto. Chi è sulla corsia di sinistra prima di entrare in rotatoria non può mai andare dritto o a destra se la segnaletica impone la sola direzione a sinistra. Violare tale obbligo significa non solo creare pericolo, ma commettere un’infrazione sanzionabile.

All’interno della rotatoria vale inoltre l’articolo 143, che impone di mantenere la posizione più a destra possibile in relazione alla direzione da seguire e alle condizioni del traffico. I cambi di corsia nell’anello devono essere effettuati solo quando consentiti, segnalando sempre la manovra e senza tagliare la strada ad altri veicoli. Uscire dall’anello dall’interno senza aver preventivamente occupato la corsia esterna costituisce una delle manovre più pericolose e frequenti.

Il rispetto delle regole nelle rotatorie non è un fatto di cortesia ma di responsabilità giuridica. Ogni ingresso forzato, ogni freccia non inserita, ogni cambio di corsia improvviso rappresenta un potenziale sinistro. In un contesto in cui l’aggressività al volante sembra ormai normalizzata, tornare alla disciplina del Codice della Strada significa ristabilire ordine, prevedibilità e sicurezza. La rotatoria funziona solo se ciascuno rinuncia alla logica della prepotenza e accetta quella della precedenza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!