La crisi diplomatica tra Washington e Roma ha raggiunto il suo punto di massima tensione nella giornata del 14 aprile 2026, quando Donald Trump ha rilasciato al Corriere della Sera un’intervista telefonica destinata a fare scalpore, nella quale ha attaccato frontalmente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mettendo in discussione sia le sue scelte di politica estera sia la sua statura di leader. Un’intervista che ha immediatamente riacceso il dibattito politico italiano, spaccando il fronte dell’opposizione tra chi ha scelto la solidarietà istituzionale e chi, come Matteo Renzi, ha optato per una lettura radicalmente diversa della vicenda.
Ospite della trasmissione diMartedì condotta da Giovanni Floris su La7 il leader di Italia Viva ha offerto una lettura politica alternativa rispetto alla narrativa della solidarietà istituzionale, rifiutandosi esplicitamente di schierarsi al fianco della premier. «Io la solidarietà non gliela do, ci fa fessi tutti», ha dichiarato Renzi, spiegando che, a suo avviso, Trump non stia attaccando l’Italia nel suo complesso, ma specificamente la figura di Meloni e il progetto politico di Fratelli d’Italia: «Trump non ce l’ha con l’Italia, ma con Fdi». Una distinzione che Renzi ha usato come leva per negare qualsiasi forma di compattezza nazionale attorno alla premier, sostenendo che l’attacco del presidente americano sia in fondo la conseguenza diretta di scelte politiche specifiche del governo Meloni, non una questione che riguardi l’interesse generale del Paese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
