Il Festival di Sanremo è da sempre non solo un evento televisivo di portata nazionale, ma anche una macchina economica di straordinaria rilevanza, capace di generare introiti pubblicitari nell’ordine di decine di milioni di euro per la Rai e di redistribuire compensi considerevoli tra tutti i protagonisti della kermesse. In questo contesto, la figura di Carlo Conti – chiamato a ricoprire contemporaneamente il ruolo di conduttore e direttore artistico – rappresenta il fulcro attorno al quale ruota l’intera macchina organizzativa, e il suo compenso riflette il peso specifico di un incarico che va ben oltre le cinque serate di diretta dal Teatro Ariston.
Secondo le indiscrezioni più accreditate, che circolano da tempo negli ambienti del settore senza però aver mai ricevuto una conferma ufficiale da parte di Viale Mazzini, il cachet riconosciuto a Carlo Conti per l’edizione 2026 del Festival si aggirerebbe tra i 500.000 e i 600.000 euro. Una cifra che include non soltanto la conduzione delle serate in diretta, ma anche l’intero lavoro preparatorio svolto nei mesi precedenti nelle vesti di direttore artistico: la selezione dei brani, la costruzione del cast, la definizione della scaletta e la gestione delle dinamiche interne alla competizione. Lo stesso Conti ha più volte sottolineato come i due ruoli siano, a suo giudizio, inscindibili.
I numeri, pur non essendo ufficiali, risultano coerenti con quelli delle edizioni precedenti. Nel 2025, il primo anno del suo ritorno alla guida del Festival dopo l’esperienza tra il 2015 e il 2017, le stime convergevano già sulla soglia dei 500.000 euro, una cifra in linea con quanto percepito da Amadeus nelle sue ultime edizioni, sebbene quest’ultimo nell’edizione finale avrebbe incassato fino a 700.000 euro secondo alcune fonti. Nella sua prima stagione da conduttore nel 2015, Conti avrebbe già percepito circa 500.000 euro, saliti a 550.000 nel 2016, mentre nel 2017 aveva scelto di devolvere 100.000 euro del proprio compenso alla Protezione Civile, segno di una certa consapevolezza pubblica attorno alla portata di tali cifre.
Il confronto con i predecessori offre un quadro ulteriormente illuminante: Claudio Baglioni, nei suoi due anni di direzione artistica e conduzione (2018 e 2019), aveva superato la soglia dei 700.000 euro, mentre Amadeus, nella sua prima edizione del 2020, era partito da un compenso considerato più contenuto, pari a circa 350.000 euro, per poi crescere progressivamente nelle edizioni successive. Carlo Conti si colloca dunque in una fascia intermedia, coerente con il profilo di un conduttore di lungo corso che porta in dote esperienza, riconoscibilità e un rapporto consolidato con il pubblico generalista.
Il compenso del conduttore, per quanto elevato in termini assoluti, va tuttavia contestualizzato all’interno della più ampia economia del Festival. La Rai recupera e ampiamente supera quella spesa attraverso gli introiti pubblicitari, che negli anni più recenti hanno raggiunto e talvolta superato i 50 milioni di euro per singola edizione, rendendone la messa in onda una delle operazioni commercialmente più redditizie dell’intero palinsesto televisivo italiano. In questo equilibrio, il cachet del conduttore principale rappresenta una voce di costo rilevante ma perfettamente assorbibile.
Attorno alla figura di Conti gravitano poi i compensi dei co-conduttori, che nelle ultime edizioni si sono attestati intorno ai 25.000 euro a testa per ciascuna serata di condivisione del palco, anche se alcune personalità di particolare rilievo potrebbero aver negoziato cifre superiori. Va segnalato, a titolo di curiosità, che in alcune edizioni alcuni co-conduttori hanno rinunciato spontaneamente al proprio cachet: nel 2025, ad esempio, Gerry Scotti aveva scelto di non percepire alcun compenso per la sua partecipazione. Anche gli ospiti fissi possono percepire compensi nell’ordine dei 250.000 euro per la loro presenza lungo tutta la durata del Festival, prendendo come riferimento casi analoghi documentati in passato.
Per quanto riguarda i cantanti in gara, il meccanismo economico è strutturalmente diverso: non si tratta di un cachet nel senso proprio del termine, bensì di un rimborso spese complessivo pari a 53.000 euro per ciascun progetto artistico, una cifra che copre l’intera produzione della canzone e le attività promozionali connesse. Di questa somma, tuttavia, soltanto 3.000 euro vengono riconosciuti direttamente all’artista a titolo di compenso personale, ai quali si aggiungono ulteriori 5.000 euro destinati alla serata dei duetti. Non è previsto alcun premio in denaro per il vincitore del Festival, la cui ricompensa economica è interamente affidata all’indotto commerciale generato dalla vittoria: aumento degli streaming, delle vendite discografiche e dei contratti per i concerti.
Il quadro complessivo dei compensi del Festival di Sanremo 2026 si inserisce in un contesto più ampio di negoziazione tra la Rai e il Comune di Sanremo, che ha recentemente alzato la base d’asta per la concessione della manifestazione a 6,5 milioni di euro l’anno, rispetto ai 5 milioni previsti dall’accordo in scadenza, imponendo contestualmente alla televisione pubblica l’obbligo di produrre altri quattro programmi televisivi sul territorio ligure. Un incremento di costi che si riflette inevitabilmente sulla pianificazione finanziaria dell’intera manifestazione, pur senza intaccare i meccanismi consolidati di remunerazione dei principali protagonisti artistici.
Nell’ambito dei guadagni complessivi di Carlo Conti nel suo rapporto professionale con la Rai, il cachet sanremese rappresenta una parte significativa ma non esclusiva del suo reddito: secondo indiscrezioni non confermate, il conduttore toscano percepirebbe dalla televisione pubblica un compenso annuale complessivo stimato attorno ai 2 milioni di euro, tenendo conto di tutti i programmi che conduce nel corso dell’anno. Una cifra che lo collocherebbe stabilmente tra i professionisti meglio remunerati dell’intero sistema televisivo italiano, in un mercato in cui la visibilità, la longevità di carriera e la capacità di attrarre grandi numeri di audience costituiscono le principali leve negoziali nei confronti dell’emittente. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
