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Guerra Iran, l’ennesima previsione del Professor Orsini: “L’Iran sarà come la Palestina”

Il sociologo Alessandro Orsini torna con nuove previsioni senza fonti sull’Iran: sostiene che Washington e Tel Aviv puntino a disgregare il paese e trasformare i suoi abitanti nel “nuovo popolo palestinese”.
Credit © Rai

Alessandro Orsini, docente di sociologia alla Luiss, è tornato sulle pagine del Fatto Quotidiano con una serie di previsioni sull’Iran, sostenendo senza citare fonti che l’obiettivo strategico di Stati Uniti e Israele sarebbe lo smembramento del paese in una serie di piccoli stati in conflitto permanente tra loro.

Secondo il sociologo, la logica alla base di questo disegno sarebbe quella del “divide et impera”: “Israele è una potenza troppo piccola. Per assumere il controllo del Medio Oriente, deve trasformare le grandi potenze mediorientali in piccole potenze, distruggendole dall’interno. Questo richiede di trasformare il popolo iraniano in un nuovo popolo palestinese.”

Orsini descrive un popolo iraniano compatto attorno al proprio regime dopo l’avvio dei bombardamenti americani, ignorando le scene di giubilo che hanno fatto il giro del mondo nelle ore successive alle operazioni militari: “Il popolo iraniano, tolti i contestatori, si è schierato accanto al proprio regime un minuto dopo l’avvio dei bombardamenti statunitensi. L’Iran combatterà fino all’ultimo sangue contro Israele e gli Stati Uniti in base alla logica del massimo danno possibile.”

L’analisi del sociologo non è corredata da fonti, dati o testimonianze a supporto delle sue affermazioni. La tesi di un Iran unanimemente schierato accanto agli ayatollah contrasta con le evidenze documentate nel periodo successivo all’inizio dei raid: le riprese trasmesse da diverse emittenti internazionali mostravano segmenti della popolazione iraniana esprimere reazioni tutt’altro che univoche di fronte alla caduta del regime di Khamenei.

La trattazione di Orsini si estende poi sul terreno dei diritti umani, con un paragone che ha suscitato immediate perplessità. Il professore, criticando quella che definisce la narrazione “filo-israeliana” sul velo islamico, scrive: “Per nascondere che il fine di Trump e di Netanyahu è la fine dell’Iran come soggetto storico, i giornalisti filo-israeliani parlano ossessivamente del velo imposto alle donne iraniane. Ma nessuno di loro ha mai spiegato perché, sotto il profilo dei valori occidentali, il velo imposto alle donne iraniane sarebbe un fatto moralmente più grave delle carceri americane che scoppiano di neri…”

L’argomentazione, che mette sullo stesso piano due fenomeni di natura giuridica e storica radicalmente diversa, non prende in considerazione i dati sulle vittime della repressione degli ayatollah: fonti indipendenti stimano in decine di migliaia le persone uccise dal regime iraniano solo dall’inizio del 2025. Orsini non fa riferimento a questi numeri nel suo scritto.

Il pezzo si chiude con una riflessione sui valori occidentali: “I valori occidentali sono una cosa seria”, scrive Orsini, aggiungendo che “non hanno niente a che vedere con questa guerra.” Un’affermazione rimasta senza ulteriori spiegazioni su quali siano, secondo il docente, i valori a cui si riferisce e in che rapporto stiano con le politiche di Washington e Tel Aviv.

Non è la prima volta che le previsioni di Orsini sui conflitti internazionali si scontrano con gli sviluppi reali degli eventi. Il sociologo aveva formulato in passato scenari che non si sono poi verificati, senza che questo abbia modificato il carattere perentorio delle sue analisi successive. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!