Elon Musk ha rilanciato con decisione una delle sue ipotesi più controverse: l’istituzione di un “reddito universale alto” pagato direttamente dal governo federale per affrontare la disoccupazione determinata dall’intelligenza artificiale e dalla robotica. Su X, il magnate di Tesla, SpaceX e xAI ha dichiarato che “un reddito universale elevato, erogato tramite assegni emessi dal governo federale, rappresenta il modo migliore per far fronte alla disoccupazione causata dall’intelligenza artificiale”. Una proposta che non si limita a un sussidio minimo di sopravvivenza, ma punta a un livello di reddito sufficientemente elevato da garantire una vita dignitosa e, in ultima analisi, rendere il lavoro un’opzione personale, non più un obbligo economico.
Universal HIGH INCOME via checks issued by the Federal government is the best way to deal with unemployment caused by AI.
— Elon Musk (@elonmusk) April 17, 2026
AI/robotics will produce goods & services far in excess of the increase in the money supply, so there will not be inflation.
Il concetto di “Universal High Income”
La formula di Musk va oltre il classico Reddito di base universale (Universal Basic Income, UBI) finora discusso in termini di sostegni mensili minimi, spesso ipotizzati nell’ordine di qualche centinaio o mille dollari al mese per nucleo o individuo. Il “universal high income” che propone è un reddito universale alto, erogato in modo sistematico a tutti i cittadini, sufficiente a garantire non solo il sostentamento ma anche un livello di benessere sociale e culturale che prescinda dall’impegno lavorativo. Musk sostiene che l’intelligenza artificiale e la robotica produrranno beni e servizi in misura nettamente superiore all’aumento dell’offerta di moneta, sostenendo che non ci sarebbe alcun rischio di inflazione perché la capacità produttiva raggiungerebbe un livello di abbondanza tale da contenere i prezzi.
La proposta di Musk è suscettibile di critiche da parte di economisti e operatori politici, che ne mettono in dubbio la praticabilità finanziaria e la compatibilità con i sistemi di previdenza e tassazione oggi in vigore. Alcuni analisti sottolineano che portare ogni cittadino a un livello di reddito “alto” potrebbe richiedere aumenti massivi della spesa pubblica, con il rischio di squilibri tra introiti fiscali e uscite, salvo prevedere una radicale riorganizzazione del sistema tributario o una drastica riduzione delle altre voci di bilancio. Inoltre, non mancano perplessità sull’ipotesi che l’abbondanza di beni e servizi prodotta dall’IA possa neutralizzare automaticamente l’inflazione, senza considerare fenomeni di concentrazione dei prezzi, distorsioni dei mercati e trasmissione dei costi di capitale e infrastrutture verso i consumatori finali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
