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Epstein e il lato oscuro delle riforme anti-molestie, spuntano contatti alla Casa Bianca

Le email tra Epstein e Krauss riaccendono il dibattito sull’influenza delle élite nelle riforme sul Title IX, sollevando dubbi sul ruolo delle relazioni di potere nelle politiche anti-molestie negli Stati Uniti.
Credit © NewsGroup-AI

Le nuove rivelazioni sul caso Jeffrey Epstein riaccendono il dibattito sui rapporti tra potere, università e politiche contro le molestie negli Stati Uniti, portando alla luce un intreccio di relazioni e influenze che va ben oltre le vicende giudiziarie del finanziere. Secondo quanto riportato da Politico, documenti recentemente emersi mostrano come Epstein si fosse attivato per sostenere un accademico accusato di molestie sessuali, suggerendogli di sfruttare contatti diretti alla Casa Bianca durante l’amministrazione di Donald Trump.

Al centro delle carte vi sono scambi di email e messaggi del 2018 con il fisico Lawrence Krauss, allora sotto indagine per comportamenti inappropriati all’Arizona State University. Epstein, secondo i documenti, avrebbe offerto supporto e indicazioni strategiche, arrivando a suggerire che le modifiche alle regole federali sul Title IX – il pilastro normativo contro le discriminazioni di genere nei campus – potessero giocare a favore dell’accademico.

In uno dei messaggi citati da Politico, Epstein affermava di avere «amici alla Casa Bianca» ostili alle norme sul Title IX, lasciando intendere che il contesto politico dell’epoca potesse contribuire a limitare le conseguenze disciplinari per Krauss. Una frase che, riletta oggi, assume un peso particolare alla luce delle successive riforme.

Il riferimento è alle modifiche introdotte nel 2020 sotto la guida dell’allora segretaria all’Istruzione Betsy DeVos, che avevano ristretto la definizione di molestie sessuali e rafforzato le garanzie procedurali per gli accusati. Interventi che, fin dalla loro approvazione, avevano suscitato forti critiche da parte delle associazioni per i diritti delle vittime, preoccupate per un possibile indebolimento delle tutele.

Le nuove email sembrano ora fornire elementi a sostegno di tali timori. «Quando si leggono questi scambi – ha dichiarato una rappresentante legale citata da Politico – emerge una rete di persone influenti che si sostengono a vicenda». Una valutazione che alimenta il sospetto che le riforme possano aver finito per favorire chi è accusato di abusi piuttosto che chi denuncia, inserendosi in un contesto più ampio di pressioni e relazioni trasversali.

Il caso si colloca infatti nel rilascio progressivo dei cosiddetti «Epstein files», milioni di documenti che continuano a far emergere legami, contatti e tentativi di influenza ai più alti livelli istituzionali e accademici. Un flusso di informazioni che, lungi dall’esaurirsi, sta contribuendo a ridefinire la percezione pubblica del sistema di potere che ha orbitato attorno a Epstein.

Resta così aperta una questione cruciale: quanto le regole sul contrasto alle molestie nei campus americani siano state modellate non solo da esigenze giuridiche, ma anche da interessi e relazioni di potere capaci di incidere sulle scelte politiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!