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Spagna, Sánchez fa il paladino green ma è il primo importatore di GAS Russo in Europa

A marzo 2026 la Spagna è diventata il primo importatore europeo di GNL russo con 355 milioni di euro, superando Ungheria e Bulgaria e rendendo evidente la tensione tra retorica anti‑Russia e flussi energetici reali dellUe.
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Il calendario delle sanzioni e le dichiarazioni sulla graduale interruzione del gas russo non coincidono con i numeri dei flussi commerciali di marzo 2026: la Spagna, guidata dal presidente del governo Pedro Sánchez, è diventata il primo importatore europeo di gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dalla Russia, superando Paesi tradizionalmente più legati a Mosca come lUngheria e la Bulgaria. Secondo lanalisi del think tank finlandese Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), citata da diversi media europei, Madrid ha acquistato da Mosca carichi di GNL per un valore di circa 355 milioni di euro, un balzo del 124% rispetto a febbraio, collocandosi al primo posto tra i ventisette Stati membri dellUnione europea.

Lascesa di Madrid come primo importatore non è il risultato di unoperazione isolata, ma il punto più alto di una curva di crescita che investe tutta larea mediterranea. Tutti i terminali di rigassificazione spagnoli hanno partecipato al picco di marzo, con Bilbao in testa per volumi e Sagunto che ha ricevuto un carico russo per la prima volta dallestate 2024. Questa accelerazione arriva in un contesto in cui lUe, pur preannunciando linterruzione progressiva delle importazioni di gas russo, continua a figurare tra i principali clienti di Mosca, ora al quarto posto nella graduatoria globale dei compratori, dopo Cina, India e Turchia.

Si tratta di un quadro che evidenzia la distanza tra retorica politica e realtà commerciale. Bruxelles, nel quadro delle misure adottate dopo linvasione dellUcraina, ha previsto la sospensione dellimport di GNL russo da contratti a breve termine a partire dal 25 aprile 2026 e il divieto totale di ogni fornitura di gas russo dal 1° gennaio 2027. Nel frattempo, però, lUnione ha continuato ad assorbire una quota significativa delle esportazioni di GNL di Mosca: secondo i dati CREA, a marzo il 65% dei carichi russi è arrivato direttamente nei porti europei a fronte di una spesa complessiva di 1,45 miliardi di euro, di cui 936 milioni per GNL e il resto per gas via gasdotto. In questo contesto, il ruolo della Spagna è decisivo: con i suoi 355 milioni di euro, Madrid supera Budapest (297 milioni), Parigi (287), Bruxelles (219) e Sofia (88), mentre Ungheria e Bulgaria insieme registrano oltre 380 milioni di euro di importazioni via Balkan Stream.

La Spagna non si limita a consumare il gas russo, ma funge da vero e proprio hub logistico per lEuropa. La fitta rete di terminali di rigassificazione, sviluppata in questi anni per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, è oggi utilizzata anche per rigassificare e ri‑esportare carichi di GNL provenienti dalla Russia verso altri Paesi dellUnione, Italia compresa. Questo sistema genera un meccanismo che, di fatto, rende Madrid una stazione obbligatoria per lossigeno energetico del Vecchio Continente, anche se politicamente il governo iberico mantiene un profilo di ferma critica verso Mosca e di pieno allineamento con le linee guida europee sullisolamento economico del Cremlino.

La scelta spagnola di aumentare gli acquisti di GNL russo in marzo non è guidata da decisioni ideologiche, ma da fattori di mercato e di convenienza economica. Linizio della guerra contro lIran, con lintensificazione degli attacchi di Usa e Israele, ha innescato una stretta sulle forniture globali di gas e petrolio, facendo schizzare i prezzi del gas europeo e del greggio Urals. In questo contesto, il gas russo, spesso offerto a prezzi competitivi rispetto alle alternative provenienti da Qatar, Stati Uniti o altri Paesi, diventa un prodotto particolarmente appetibile per le utilities che cercano di garantire sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità dei costi. Il risultato è che le entrate fiscali della Russia dalle fonti fossili a marzo sono salite del 52% rispetto a febbraio, con un aumento del 114% delle entrate mensili, per un totale di circa 7,4 miliardi di euro al cambio attuale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!